Lanciò molotov, politico punito

LORIA. Sei mesi di carcere (con la condizionale) e 6mila euro di risarcimento dei danni, oltre alle spese legali. È questa la condanna che il tribunale di Bassano ha emesso nei confronti di Luigino Tomiola, 53 anni, consigliere comunale a Loria nella lista di maggioranza “Lavorare insieme per crescere”, già referente della Federcaccia e guardia venatoria volontaria, riconosciuto colpevole di aver scagliato a scopo di vendetta bottiglie incendiarie contro l’abitazione del capitano della polizia provinciale vicentina Venanzio Gabardo, residente a Romano d’Ezzelino. I fatti sono accaduti nel 2009 e, come hanno ricostruito le indagini dei carabinieri, tutto è cominciato da un verbale firmato da Gabardo nei confronti del figlio di Tomiola. Nei pressi dell’abitazione di Bessica, il capitano aveva infatti scoperto una rete per catturare selvaggina volatile. Una tecnica di caccia a postazione fissa, ma che può portare alla cattura indiscriminata anche di specie protette e pertanto proibita dalla legge italiana, che la contempla tra le forme di bracconaggio. A seguito di questa contestazione il giovane Tomiola era stato condannato dal giudice a una multa alquanto salata: duemila euro. L’alternativa era opporsi e andare a processo per far valere le proprie ragioni. L’interessato, fatte le sue valutazioni, aveva però deciso di optare per il pagamento della sanzione, avvenuto il 26 giugno. Ma, evidentemente, tutta la vicenda non era andata giù al padre Luigino Tomiola. Il quale, due giorni dopo, deve aver avuto la pensata di far passare un brutto quarto d’ora al capitano per vendicarsi di quanto accaduto. E così nottetempo si è recato nella proprietà del Gabardo e ha scagliato alcune bottiglie molotov. L’azione non poteva passare inosservata. L’inevitabile rumore che ne segue mette subito in allarme il proprietario che stava dormendo e che al momento aveva pensato a una incursione di ladri. Ma quando si è trovato davanti ai vetri del portone in frantumi per il calore sprigionatosi dalle fiamme, oltre a vari danni al porticato, ha capito cosa era successo. Nessuna traccia dell’autore del gesto, che è riuscito a dileguarsi. Al capitano Gabardo non è rimasto che procedere alla denuncia alla caserma dei carabinieri Romano d’Ezzellino. I militari hanno proceduto con le indagini, che non sono state per niente semplici, dovendo risalire non solo all’autore ma anche al movente. Tutte le ipotesi sono state vagliate: alla fine l’attenzione si è concentrata sul consigliere comunale di Loria, di cui è stata perquisita l’abitazione. Da qui ha preso il via la procedura giudiziaria nei confronti di Luigino Tomiola, conclusa nei giorni scorsi con la sentenza che lo ha ritenuto responsabile dell’azione intimidatoria.
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