L’amore, la crisi, quindi l’estorsione
ALTIVOLE. Dopo l’amore, l’estorsione. Tutto in famiglia, tutto in casa, secondo la Procura: affari, crisi, truffa. C’è Antonio Velo, classe 1937, il “paròn”. C’è sua figlia Loretta, 39 anni. E poi il manager, Marco Rossini. Con Loretta scatta la scintilla, nasce l’amore. A un certo punto, però, la relazione va in crisi. E lo strappo sentimentale si traduce, drammaticamente, sulla vicenda che ora diventa giudiziaria. Rossini, infatti, si occupa di far rientrare in Velo Spa le somme ottenute dal giro di leasing falsi, secondo le accuse della Procura. Quando la storia d’amore finisce, però, Rossini sospende anche le iniezioni di denaro in azienda. Dei circa 5,6 milioni di euro ottenuti con i leasing fittizi, nell’azienda di Altivole sono rientrati (tramite quattro ditte “intermediarie”) circa 3,2 milioni. Ne mancano quasi due e mezzo, insomma. È a quel punto, secondo l’accusa, che Antonio e Loretta Velo si fanno insistenti per avere quei soldi. Assoldano, secondo la ricostruzione del pm, Luca Bacchiega, che si presenta a Rossini (come dallo stesso Rossini riferito alla polizia giudiziaria) come nuovo compagno di Loretta. Partono, secondo l’accusa, le minacce. Fisiche, ma non solo: anche di azioni capaci di rovinare la nuova relazione sentimentale iniziata da Rossini con un’altra donna. A quel punto il manager paga: 16 assegni per oltre un milione e mezzo di euro complessivi e l’acquisto da 600 mila euro di un macchinario inesistente.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








