Scritte contro il Lago Film Festival: «Il gesto di provocatori»

Frasi contro Ilaria Salis e i centri sociali. Il Comune ha fatto cancellare tutto

Tommaso Miele
La scritta contro la Salis
La scritta contro la Salis

Sognando Kevin Bacon e il suo arrivo, la vigilia della nuova edizione di Lago Film Festival (da sabato 18 luglio) e l’atmosfera nella vallata si fanno movimentate anche per altri motivi.

Il raid notturno

Comparsi ieri mattina sui muri e lungo le strade del borgo, alcuni graffiti poco decorosi “dedicati” rispettivamente ai centri sociali, all’eurodeputata di Sinistra Italiana Ilaria Salis e ai due anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone (periti a Roma lo scorso marzo mentre fabbricavano un ordigno artigianale) sono stati fotografati e puntualmente condivisi sui social da alcuni utenti prima di essere velocemente rimossi nel corso della giornata, dopo ordinanza comunale; per voce di Carlo Migotto e di Viviana Carlet, storiche guide della rassegna cinematografica che ogni anno anima Revine Lago, è arrivata una replica dopo essere stati tirati “nel mezzo” da un post particolarmente offensivo (corredato di foto) che incitava il sindaco Massimo Magagnin a chiudere immediatamente Lago Film Festival.

Gli organizzatori

«Siamo nel pieno dell’allestimento di quella che, a tutti gli effetti, si preannuncia come una delle edizioni più belle di sempre, quindi in questi giorni il festival ci assorbe completamente. Quello che possiamo dire è che da ventidue anni troviamo nella comunità di Revine Lago un’accoglienza e un sostegno straordinari: è grazie alle persone, ai volontari, alle associazioni e ai cittadini che ogni estate questo piccolo borgo si trasforma nella capitale europea del cinema indipendente», sottolineano a una sola voce Migotto e Carlet, che poi entrano più direttamente nella questione.

«Ci dispiace che episodi riconducibili a pochi possano incrinare questa immagine e, naturalmente, condanniamo con fermezza qualsiasi atto vandalico. Ma siamo convinti che il volto autentico di Revine Lago non sia questo, ma quello di una comunità che crede profondamente nella cultura e che, anno dopo anno, ci aiuta a costruire qualcosa di bello per il territorio e per migliaia di persone che arrivano qui da tutto il mondo. Noi continuiamo a sognare, Kevin Bacon non ha risposto, ma centinaia di persone stanno formando una catena pazzesca e fino al 25 luglio non smettiamo di provarci».

Insomma, l’ipotesi principale è che si tratti del gesto isolato di qualche provocatore. La storia di Revine Lago, negli anni scorsi, è stata in parte agganciata ad alcuni rigurgiti neonazisti, suo malgrado, oltre che da episodi che hanno in qualche modo segnato e poi associato l’area all'immagine di terreno fertile per il ritorno di qualche simpatia di ultradestra; non che quanto accaduto ieri riporti direttamente a episodi del passato, ma clima politico attuale, tensioni latenti e nuove forze in campo che strizzano l’occhio a un certo tipo di visione del mondo fanno ritornare alla mente quanto successe in loco dieci (e più anni fa).

Il raduno skin del 2016

Nel 2016 il raduno nazionale del Veneto Fronte Skinheads, capostipite in Italia del movimento naziskin (in occasione del trentesimo della sua fondazione), fu ospitato in un’area privata (il Camping Riva d’Oro) imbastendo un teatrino favoleggiante in chiave razzista sul mito di Camelot e arrivando persino a coinvolgere dei ragazzini, ritratti in una foto che li vedeva impegnati nel saluto nazi con tanto di braccio teso. Tra i relatori della manifestazione, in quell’occasione, nomi come quelli di Antonio Serena (colui che chiese la grazia per Erich Priebke), Silvia Valerio e Mario Merlino, legati a vario titolo alla storia dell’estremismo nero. Nel 2011 a Revine erano arrivati addirittura in 3mila da Italia, Gran Bretagna, Germania, Spagna ed est Europa: nel menu sempre l’eterno “Ritorno alla roccaforte di Re Artù”, con tanto di raduno lungo il lago di Santa Maria battezzato dal ricordo di Rudolf Hess, braccio destro di Adolf Hitler.

Slogan cancellati

Il sindaco Magagnin ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni, provvedendo a stretto giro a far rimuovere le scritte in attesa dell'avvio del festival.

 

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