«L’adunata alpina? Non è l’Ombralonga»

Lega spaccata: il sindaco di Vittorio, Toni Da Re, contro lo Sceriffo Giancarlo Gentilini: «D’ora in poi chieda il permesso prima di entrare in città»
Francesco Dal Mas

A due settimane dal volo, lo scontro non potrebbe essere più duro tra il candidato sindaco della Lega Nord, Giancarlo Gentilini, ed il sindaco leghista di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re. «Fa solo i suoi affari personali» ha protestato Da Re dopo il no di Gentilini alla candidatura di Vittorio Veneto per l’adunata Ana del 2018, in occasione del centenario dalla conclusione della Grande Guerra.

Treviso, si sa, l’ha presentata per il 2017 e Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha già detto che due appuntamenti da finanziari are sono troppi; valgono insieme 4 milioni di euro. Gentilini ha casa a Serravalle ma Da Re gli sbatte le porte in faccia. «Quando arriva a Colle Umberto, d’ora in poi chieda il permesso per entrare in città» gli manda a dire. Sorpresa da parte di Gentilini, che domenica, reduce dal raduno alpino di Piacenza ha «solo» detto che logisticamente Vittorio Veneto non è in grado di ospitare se non l’adunata di sezione.

Toni così duri si spiegano, quindi, con problematiche politiche che vanno per oltre l’onore agli alpini. «Vorrei intanto ricordare» ribatte comunque Da Re a Gentilini sul tema, «che una sede di adunata molto più piccola di Vittorio Veneto, ma come Vittorio Veneto molto grande per la storia, mi riferisco ad Asiago, ha ospitato e superato l’esame di un’adunata nazionale. Quindi a maggior ragione anche la nostra città si presta in modo particolare a celebrare il ricordo del centenario della Vittoria». Viabilità? Nessun problema». L’Adunata nel 2018? «La ritengo doverosa». Per il rispetto della Storia, dei Cavalieri di Vittorio Veneto, degli oltre 600 mila caduti, che vanno ricordati con iniziative solenni, spiega. «Inoltre» avverte ancora il sindaco vittoriese «bisogna rispettare e rinnovare il ricordo di quei giovani morti dal Carso all’Isonzo, al Piave, dal Montello al Grappa, come pure quello che hanno patito qui le nostre popolazioni, gli stenti terribili subiti nell’anno dell’occupazione con soprusi e angherie che hanno minato e messo a dura prova la resistenza della nostra gente». Ed ecco l’affronto conclusivo, che non potrebbe essere più polemico. «L’adunata, a 100 anni da quegli eventi, per questo non può essere paragonabile all’Ombralonga, e aldilà della presenza o meno della Divisione Mantova, devo ricordare che Treviso ha già avuto le sue adunate».

Contro Gentilini anche l’europarlamentare della Lega Nord, Giancarlo Scottà. «A Vittorio Veneto spetta l’adunata di diritto per il valore storico dell’evento. Già nel 2008 avevamo pensato al percorso, alla logistica, ed è un evento sicuramente fattibile, è tutto studiato e valutato con attenzione. Ora è il momento di concretizzare l’iniziativa. Certo la cosa riuscirebbe meglio perché sarebbero coinvolte le sezioni del territorio, penso a Conegliano e Valdobbiadene. E a livello organizzativo gli alpini e le istituzioni sono decisamente all’altezza, sanno bene cosa devono fare e riuscirà magnificamente».

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