L'Abbazia di Nervesa a caccia ai finanziatori privati

Pubblicato il bando per il recupero dello storico edificio sulle prime colline del Montello, a chi investirà la gestione del luogo per ottant’anni

NERVESA. Pubblicato il bando di gara per l’affidamento della progettazione esecutiva, del restauro conservativo, del recupero architettonico e strutturale e della gestione del complesso dell’abbazia di Sant’Eustachio e della sua area esterna. Lo ha pubblicato la Provincia (stazione unica appaltante) e c’è tempo fino al 20 ottobre per presentare le offerte. Il giorno dopo, l'apertura delle buste e quindi l'individuazione di chi eseguirà i lavori e in cambio avrà la gestione del complesso per un massimo di 80 anni per rientrare dell’investimento. Si tratta di una finanza di progetto, il che significa che un privato investirà nel recupero e il ritorno economico lo avrà dalla gestione del complesso. Parte la gara, mentre a Nervesa la battaglia politica non accenna a rientrare.

Giusto mercoledì scorso, in piazza La Piave, c’è stata una iniziativa di Abbazia Bene Comune e Nervesa Bene Comune per far rimanere pubblico il complesso di Sant’Eustachio. «Abbiamo superato il migliaio di adesioni alla petizione», dice Sandro Fontebasso, «È il segno che Abbazia Bene Comune ha varcato i confini del nostro comune ed è arrivata a una platea che questo importantissimo monumento merita. Abbazia Bene Comune si prende l’impegno di non demordere e nel corso delle prossime settimane percorrerà tutte le strade possibili (amministrative, contabili e giuridiche….) perché il Comune torni sui propri passi e avvi un confronto con tutti quelli che hanno appunto a cuore il futuro del ns territorio e il bene della nostra comunità».

Ma intanto la gara è partita e il sindaco Fabio Vettori è certo che si tratti dell’unica strada percorribile per recuperare i resti di questo complesso risalente all'XI secolo e renderli fruibili. Quello previsto è un intervento da un milione e 730mila euro, da portare a termine in 540 giorni. Chi si aggiudicherà la concessione, che ha avuto il via libera anche dalla Sovrintendenza, potrà sfruttare economicamente il complesso di Sant’Eustachio. Come? Il disciplinare di gara dice che il concessionario avrà diritto a gestire funzionalmente e sfruttare economicamente le nuove edificazioni (sala convegni) e l’area esterna per la realizzazione, con ingressi a pagamento, di eventi culturali, mostre, convegni, concerti, rappresentazioni teatrali ecc., potrà anche sub-concedere a terzi, per un periodo massimo di tre mesi per ciascun evento, l’utilizzo a pagamento delle strutture edificate ma solo per eventi culturali. Inoltre potrà commercializzare materiali multimediali e oggettistica relativi all’abbazia e introitare i corrispettivi di riprese video e fotografiche. (e.f.)

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