La serata delle note alpine 115 cori per 44 concerti

Da San Nicolò di Treviso alle corali che si esibisconono nei centri della provincia La bella storia di Simonetta Mandis, che dirige il “Bedeschi” di Conegliano
Di Antonio Menegon
agostini agenzia foto film adunata alpini
agostini agenzia foto film adunata alpini

Quando l’alpino è donna. Simonetta Mandis, insegnante, musicista, compositrice, cantante, da 12 anni direttrice del coro sezionale degli alpini di Conegliano “Giulio Bedeschi” è protagonista, come i suoi colleghi maschi, della colonna sonora fatta di oltre 60 concerti in cartellone nei 3 giorni dell’Adunata del Piave. Stasera alle 18, Simonetta Mandis è, con i suoi alpini, nella chiesa di San Nicolò, a Treviso, per un concerto insieme al Coro ANA di Milano, al Coro ANA di Portogruaro e a quello, sempre alpino, di Gemona del Friuli. Nella sola giornata di oggi sono ben 44 gli appuntamenti con 115 cori all’insegna della musica corale alpina in programma a Treviso e in provincia. Il programma completo è sul sito dell’adunata. “Al concerto nella chiesa di San Nicolò eseguiremo anche il brano che ha vinto il concorso “La canzone per l’Adunata” – informa Simonetta Mandis – cantiamo insieme a cori importanti e le emozioni sono assicurate. Però, oltre ai tanti appuntamenti ufficiali inseriti nel programma, i cori alpini saranno presenti di sera e di notte nelle piazzette di Treviso e sotto i porticati e questa sarà un’esperienza ancora più bella”. L’organizzazione dell’Adunata di Treviso ha voluto programmare un “terzo tempo” della musica in 11 piazze, fatto di contatto diretto tra chi canta e chi ascolta, magari arrivando a cantare tutti insieme, intonati e stonati, come vuole la tradizione alpina. Un modo per far festa ma anche per “educare” all’ascolto delle cante alpine, fatte di melodie struggenti, valori ed emozioni che le Sezioni dell’ANA, nel rispetto dello statuto nazionale, si sono impegnate a mantenere e promuovere. “Tra le attività del Coro della Sezione ANA di Conegliano “Bedeschi” – dice ancora Simonetta Mandis – abbiamo delle lezioni-concerto nelle scuole che è un po’ la nostra missione fatta di immagini, di parole e di musica riguardanti gli alpini. Gli studenti rimangono molto colpiti. È un modo diverso di raccontare la storia in cui gli alpini sono stati protagonisti, dalla findazione del corpo ad oggi, un modo diretto, fatto soprattutto di emozioni. Quest’anno all’Auditorium del Museo di Santa Caterina di Treviso abbiamo incontrato 400 giovani studenti, ma i nostri incontri hanno luogo nelle scuole alcune delle quali ci chiama ogni anno. Cerchiamo di far capire un po’ della nostra storia con modi che nei libri non si trovano. Sono incontri interdisciplinari dove non c’è solo la musica, incontri che rimangono nel cuore dei ragazzi”. Come ci si sente, donna tra gli alpini? “Ci è voluto un po’ di tempo. Sono stata chiamata a provare a dirigere il coro del Gruppo alpini di Gaiarine per un paio di settimane e le due settimane sono diventate 12 anni. A casa mia si è sempre parlato molto della Grande Guerra; mio nonno era a Caporetto e questo mi aiutato molto a sentirmi un’alpina tra gli alpini”. Cosa cantano gli alpini? “Cantano tante cose, cantano la montagna, cantano gli amici, cantano la casa, cantano dei valori importanti. Per me e per il coro “Bedeschi” essere all’adunata del centenario è poter cantare e trasmettere quei valori che caratterizzano gli alpini”. Per restare in tema di musica non va tralasciato lo straordinario spettacolo che promette il “Concerto delle Fanfare” in programma oggi, dalle 16 alle 19 allo stadio Omobono Tenni di Treviso con la Fanfara Congedati della Brigata Julia, la Fanfara Sezionale di Palmanova, la Banda alpina “Girasole” di San Zenone degli Ezzelini, la Fanfara alpina dei Monti della Larga di Accumuli (RI), La Banda alpina di Gemona del Friuli, la Fanfara sezionale “Colle di Nava” di Imperia, la Fanfara alpina Valchiese di Gavardo (BS). Quando, domani sera, calerà il sipario sull’Adunata del Piave, tra le tende degli accampamenti e negli angoli di Treviso, si intoneranno le ultime cante alpine. Dopo la città sarà un po’ più povera, ma certamente rimarrà l’eco di quelle note che tanti cori e tanto alpini hanno interpretato per la città di Treviso e per la Marca trevigiana.

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