La rinascita di Soligo «Lotto per i veneti»

Vedelago. Daniele Soligo, 52 anni, ex assessore a Vedelago, ha coraggio da vendere. Solamente cinque mesi fa era sul letto di ospedale lottando tra la vita e la morte: ora è pronto a guidare come coordinatore trevigiano il neonato “Partito dei Veneti”. «Mi manca un altro mese e mezzo di riabilitazione, poi sono di nuovo pronto a lottare per il mio popolo».
La solita grinta. L’incidente in motocross, che lo mise a dura prova, si era verificato a San Severino Marche, in provincia di Macerata. Daniele era caduto a terra mentre stava per affrontare un salto durante l’allenamento in vista della gara del Campionato italiano senior 2019. Ora, è pronto a radunare tutte le sue forze per continuare il suo impegno politico. «Mai come in questo momento, dopo cinque mesi di ospedale, ho capito l’importanza di uno Stato efficiente. Immaginate di essere paralizzati per il 75% del vostro corpo e di non avere assistenza adeguata. Immagino, purtroppo, qualche ospedale del sud dove la sanità costa magari il doppio di quella del nord ed è completamente inefficiente. Qual è la risposta? Semplice, la responsabilità di chi governa».
Daniele si muove ancora in carrozzina, ma l’incidente in moto non ha smorzato il suo impegno politico. «Il mio nuovo impegno nel Partito dei Veneti nasce perché oggi abbiamo bisogno di un movimento che si occupi dei problemi dei veneti, capace anche di dare l’esempio alle altre regioni d’Italia e d’Europa. Per arrivare a questo dobbiamo prima di tutto fare quello che i nostri avi, i nostri nonni, i nostri padri ci hanno insegnato. Il lavoro, la famiglia, il rispetto, la solidarietà, la tolleranza, l’apertura verso le altre culture e la moderazione. Qui ci giochiamo tutto».
Il ricovero ad Ancona, le lesioni riportate, la paralisi ancora da combattere fino in fondo, sembrano aver rafforzato il sogno di vedere la sua regione valorizzata: «Siamo aperti a tutte le forze politiche; da destra a sinistra passando per il centro. Questo movimento lavorerà per i veneti e per nessuna altra bandiera di nessun altro colore». Continua: «Dobbiamo noi tutti prendere coscienza di questo e maturare un percorso per arrivare all’obiettivo, imparare a non avere nemici ma solo amici al fine di spiegare il progetto e i valori del Partito dei Veneti. La retorica aggressiva di Salvini non fa il caso nostro. I veneti sono sempre stati uomini per bene, e persino accoglienti. Il valore delle persone non arriva dalla carnagione». —
Elia Cavarzan
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