La Regione autorizza 340 ettari di Prosecco

CONEGLIANO. C’è ancora spazio per il Prosecco Doc. Per la precisione, 343 ettari. L’ha reso noto la Regione, dopo un’indagine condotta in collaborazione con Avepa: al 31 luglio 2012, i comuni della denominazione avevano ancora spazio per nuovi vitigni di Glera. E così, anche le domande per nuovi impianti e nuove licenze, pervenute entro il 29 luglio e inizialmente accantonate, possono essere riconsiderate. Una buona notizia per gli aspiranti produttori di Prosecco Doc, costretti da sempre a fare i conti con rigidi paletti di produzione, in modo che non venga immessa sul mercato una quantità eccessiva del prezioso spumante. L’assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, spiega come si è arrivati alla decisione: «È stato inizialmente stabilito un limite triennale di superficie complessiva massima di iscrizione dei vigneti allo schedario pari a 20 mila ettari, di cui 16.500 ricadenti in Veneto e 3.500 in Friuli Venezia Giulia». Una volta raggiunte le dimensioni indicate, ogni Regione avrebbe sospeso l’iscrizione di nuovi vigneti. «A gennaio è stato convocato il tavolo tecnico dei vini Prosecco, dove sono stati presentati i dati dell'attività ricognitiva, con riferimento al 31 luglio 2012, elaborati dai competenti uffici regionali in collaborazione con Avepa» continua Manzato. «I dati raccolti ci hanno mostrato che, in relazione all'evoluzione del trend degli impianti nella stagione 2011/2012, il potenziale a Glera alla data del 31 luglio 2012 risultava inferiore al dato previsionale, e di conseguenza sussistevano le condizioni per autorizzare l'impianto di nuove viti atte a produrre la Doc Prosecco, per un massimo di 343 ettari. Superficie questa che fa riferimento alle pratiche di acquisto diritti d'impianto presentate entro il 31 luglio 2011, e per le quali i competenti uffici di Avepa non hanno potuto concludere l'iter amministrativo». Se i viticoltori gioiscono, gli ambientalisti storcono il naso: «La mamma dei proseccari è sempre incinta», ha dichiarato Luciano De Biasi, Wwf e Associazione Democrazia di Pieve di Soligo. Riferendosi, anche, alla recente decisione della giunta di Luca Zaia di convertire in agricole le aree boschive tutelate dal 1978. «Mi rivolgo soprattutto al Movimento 5 stelle che ora è il primo partito del Veneto», scrive De Biasi, «Vogliamo occupare l’ufficio del presidente della Regione Veneto, che ormai non ci rappresenta più, prima che sia troppo tardi?».
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