La minaccia di Marchi «Treviso mi aiuti o porto via tutti i voli»

«La città di Treviso e i sindaci prendano una decisione e decidano se combattere assieme a noi questa battaglia contro la burocrazia asfissiante che ingessa il Paese o a Venezia siamo pronti ad assorbire il traffico dello scalo trevigiano». È l'ultimatum di Enrico Marchi, presidente di Save, nel corso della tavola rotonda al vetriolo sul futuro dello scalo trevigiano organizzata dalla Uil Trasporti Treviso Belluno. Nonostante il tentativo di mediazione del sindaco Giovanni Manildo sono scoppiate le scintille tra Marchi e il sindaco di Quinto Mauro Dal Zilio che chiarisce: «Non dirò mai sì all'ampliamento dell'aeroporto fino a quando non verranno date delle garanzie ai miei cittadini». «Non è possibile continuare a dire: voglio l'aeroporto e poi imporre dei vincoli al suo sviluppo. È come dire “Sono leggermente incinta”», incalza Marchi. «L'aeroporto è una precondizione per lo sviluppo di un territorio. Oggi lo scalo trevigiano sta perdendo un milione di passeggeri l'anno. Perchè per il Canova vi sia una futuro bisogna raggiungere il punto di equilibrio, da noi identificato in 4 milioni di passeggeri, poi ridimensionato a 3,5. Oltre questo punto non possiamo scendere».
Marchi attacca frontalmente il Comitato anti- aeroporto, guadagnandosi gli applausi dei lavoratori dello scalo presenti in platea. «Quando hanno acquistato casa l'aeroporto c'era già. Hanno forse speculato cercando di acquistare a basso prezzo sperando che poi si spostasse l'aeroporto? In questo modo il comportamento di pochi rischia di bloccare lo sviluppo di molti. Ora dipenderà dalla volontà del territorio, di lottare con noi contro questa burocrazia che immobilizza il Paese. Contro la posizione di questa commissione che nemmeno aveva letto le carte».
«L'aeroporto deve rispettare le persone che ci vivono sotto», lo incalza il sindaco di Quinto Mauro Dal Zilio che accusa Marchi di essersi reso irreperibile in questi anni di dibattito sul futuro dello scalo: «Che benefici traggono i miei cittadini da questa infrastruttura? Per ora l'aeroporto ci dà solo disagi».
Il sindaco Manildo è pronto ad attivare un tavolo di concertazione: «Un amministratore deve cercare di mediare i vari interessi sul piatto. Considero l'aeroporto una grande risorsa, ma penso che si possa dare un significato concreto alla parola sostenibilità». Sul piatto anche la questione turismo (il presidente di Confartigianato Renzo Sartori invoca un coordinamento tra i sistemi di mobilità: «La vedi e ti innamori si dice, ma il rischio è di non vederla affatto questa Marca gioiosa», scherza. Sul piatto infine la partita dei 144 dipendenti dello scalo, come sottolinea Carlo Viel, segretario generale della Uil Treviso.«È stato raggiunto il tetto massimo di voli e si pone il problema di come arrivare a fine anno. Inoltre il 25% di questi lavoratori è a tempo determinato: sono posti a rischio in caso di chiusura dello scalo. Noi siamo con Save, questi lavoratori sono stanchi di vivere nell'incertezza. Dobbiamo trovare una soluzione compatibile con gli interessi di tutte le parti».
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