La Lega: «Numero chiuso Via i foresti dal Giorgione»

Scuole superiori al collasso, il Comune vuole istituire il numero chiuso: via i «foresti». Una misura drastica per arginare i problemi di sovraffollamento degli istituti superiori presenti in città. La Lega Nord vuole il numero chiuso. La formula gentile è «limitare i posti alle capacità degli istituti, attraverso un ragionamento ispirato al buon senso». Di fatto si vuole mettere un tetto al numero di iscritti per ciascuna delle scuole superiori della città. Una soluzione già velatamente proposta dal sindaco Luciano Dussin in occasione del consiglio d'istituto pubblico svoltosi qualche settimana fa al Liceo Giorgione.
«Un numero controllato per i flussi di studenti in arrivo negli istituti superiori, in particolare per quelli in arrivo da fuori provincia – spiega Oscar Trentin, consigliere comunale della Lega Nord ed ex consigliere provinciale del Pd – già quest'anno l'istituto alberghiero ha respinto una settantina di iscrizioni dal momento che non era possibile accoglierli. Non è una scelta drastica, ma una decisione ispirata al buon senso. Si devono dare agli studenti spazi sufficienti ed un servizio valido per tutti. Questa potrebbe essere la soluzione, almeno fino a che non saranno realizzate nuove strutture in grado di ospitare un maggior numero di studenti».
Il polo scolastico superiore castellano per numero di iscritti attualmente è il secondo della Provincia dopo quello della città di Treviso. Sono 7 mila gli studenti che quotidianamente varcano le porte degli istituti superiori cittadini. La maggior parte arriva da fuori città. Dagli altri comuni della castellana, ma anche dal padovano. Piombino Dese, Trebaseleghe, Loreggia, San Martino di Lupari, Tombolo, Galliera Veneta solo per citare alcuni comuni. Alcuni anche dal vicentino e dal veneziano.
Tutti gli istituti, manco a dirlo, sono stracolmi. Porre un freno alle nuove iscrizioni è la soluzione cui punta la giunta Dussin per arginare almeno temporaneamente l'emergenza. «Se ne era già parlato con l'ex assessore provinciale Carla Puppinato che concordava con noi – spiega Trentin – sulla stessa linea anche l'attuale amministrazione provinciale. Ci attiveremo con le autorità preposte, con Provincia e Regione, e anche con il Provveditorato per approdare a questa soluzione». Trentin ribadisce inoltre la non percorribilità del progetto della cittadella dello studio di cui più volte si è parlato, ma che di fatto avrebbe costi esorbitanti e tempi lunghissimi. L’obiettivo resta quindi quello di garantire l’instruzione prima di tutto alle famiglie del territorio.
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