La Cisl: «Non vendete le quote Ascopiave»
PIEVE DI SOLIGO. «Ascopiave è una società sana e con utili in continuo aumento, con una ricaduta positiva sul territorio: invito i sindaci dei Comuni intenzionati a vendere le proprie quote a ripensarci. Rinunceranno ad un introito immediato, ma rimarranno da protagonisti in una multiutility dalle performance importanti». All'indomani dell'approvazione del bilancio di Ascopiave e a due settimane dalla scadenza del bando per la presentazione delle offerte di società interessate alle quote messe in vendita da alcuni Comuni azionisti della multiutility trevigiana del gas, il segretario generale della Cisl Belluno Treviso lancia un appello ai sindaci intenzionati a cedere le azioni, in particolare a quelli dei Comuni fondatori della società un tempo Bim Piave e oggi Ascopiave, come Pieve di Soligo. Fra i municipi decisi a vendere le quote ci sono anche Cison, Follina, Santa Lucia, e Breda. Il bando per la presentazione delle offerte da parte delle società interessate alle azioni scade il 16 maggio.
Franco Lorenzon esprime soddisfazione per il bilancio dell'esercizio approvato giovedì dall'assemblea dei soci, che ha deliberato la distribuzione di un dividendo pari a 0,15 euro per azione, con margine operativo lordo consolidato a 81 milioni di euro e un utile netto consolidato a 45,4 milioni. «Prendiamo atto», afferma il segretario della Cisl, «di una gestione positiva dell'attività, un trend che continua da diversi anni e che ha delle ricadute concrete anche sulla cittadinanza, basti pensare all'accordo che le tre organizzazioni sindacali territoriali hanno siglato con l'azienda per offrire tariffe agevolate a i cittadini più bisognosi, accordo nel quale quest'anno l'Isee è stato portato da 20 mila a 25 mila euro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








