La Cgil: «Caporalato, ora basta Il fenomeno non va sminuito»

CESSALTO.«Ora basta mettere la testa sotto la sabbia. Temo che questo non sia un caso isolato: potremmo essere davanti a un sistema».

È questo l’allarme lanciato da Sara Pasqualin, segretaria trevigiana della Flai Cgil, dopo che i carabinieri di Treviso e Cessalto hanno arrestato all’inizio del mese in flagranza di reato un 27enne pachistano sospettato di essere a capo di un sistema di caporalato attivo nelle campagne cessaltine.

Dopo l’arresto, l’attenzione del sindacato è tornata ai massimi livelli. L’allarme sull’intensificarsi del fenomeno era stato lanciato dal Flai trevigiano durante il suo ultimo congresso: «Temo che quello del caporalato sia un fenomeno radicato», dice Pasqualin ora che le forze dell’ordine hanno concluso un’indagine che ha portato alla “liberazione” di 18 lavoratori che per mesi avevano vissuto in ambienti malsani e in assoluta assenza di libertà economica.

contratti grigi

Sotto la lente della Cgil non finisce solo il lavoro nero, ma anche quei “contratti grigi”, come li definisce Sara Pasqualin, in apparenza regolari ma che nascondono fra le loro pieghe modi per versare in busta solo una parte delle ore lavorate. Lo stesso sindacato nei mesi scorsi aveva denunciato alla Procura una decina di casi di caporalato: «Ora qualcuno è stato stangato. Speriamo che questo sia l’input necessario a far emergere altre situazioni simili, che sappiamo ci sono in provincia».

LA cgil e il dialogo

Scoperto il velo, ora la Cgil vuole provare ad avviare un dialogo con tutte le parti in causa per fare in modo che situazioni di illegalità come quella di Cessalto non vengano più messe in atto.

Il dialogo allora dovrà avvenire fra le forze dell’ordine, i sindacati e le associazioni di categoria: «Ma anche con le imprese oneste, che vedono da questi fenomeni una concorrenza sleale che tende al sottocosto. Non vorrei che si finisca per perdere anche loro. L’agricoltura genera ricchezza e deve essere difesa da quei soggetti che accompagnano il settore nella direzione sbagliata».

Appello del pd

È del Partito Democratico provinciale l’appello alle istituzioni: «È urgente dare seguito al protocollo d’intesa sul caporalato firmato a marzo da Regione e parti sociali. Il caporalato e tutte le pratiche di sfruttamento sono piaghe che infestano anche la nostra provincia: vanno debellate», dichiara il segretario provinciale Giovanni Zorzi.

la cia trevigiana

Una prima parziale risposta all’appello della Cgil arriva da Giuseppe Facchin, presidente della Cia trevigiana: «Il nostro compito è quello di accompagnare nella loro crescita le aziende agricole oneste, non quello di far emergere gli errori: per quello ci sono le forze dell’ordine», è la sua risposta.

Facchin non nega come anche nella Marca sia arrivato il caporalato: «Ma spero che questo non sia già diventato un sistema. Per quanto mi risulta, non è così», conclude il numero uno della Cia trevigiana. —

N. B.

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