La carica di 15 mila bocia e veci di Marca

«Molti dialetti, un solo idioma» dice lo striscione dell’Ana di Treviso che oggi alle 17 sfilerà a Bolzano. «Nessuna provocazione contro la terra del trilinguismo», mette le mani avanti Raffaele Panno, neopresidente della sezione di Treviso: «È un inno all’unità del Paese, l’abbiamo portato già a Torino». Oggi gli alpini trevisani a Bolzano non saranno meno di 15 mila: dovranno aspettare le 17 per sfilare, forse addirittura le 18. Le strade non sono larghe come a Torino: solo 9 per fila, tra veci e boce. Pazienza a parte, la Marca si fa onore. Il coneglianese Nino Geronazzo, capo dell’organizzazione dell’85mo raduno, riceve solo complimenti. Ieri in municipio, il sindaco Spagnolli ha voluto ricevere solennemente l’alpino Walter Possamai, partito dal Bosco delle Penne Mozze a Cison e giunto a Bolzano di corsa. Possamai e Spagnolli si sono scambiati medaglie ricordo e messaggi improntati alla convivenza, alla pace». «La gente di Treviso è straordinaria per umanità e cordialità» – ha detto il sindaco, omaggiato di un calice di Prosecco (di Valdobbiadene, però, non di Conegliano).
Nessuna contestazione, nessun manifesto contro, anche la Klotz ha rinunciato a volantinare. «Qui tutti parlano italiano, non senti un tedesco per strada» dice Angelo Biz, presidente dell’Ana di Vittorio Veneto, correndo in via Marconi: sfilamento speciale, fra applausi, commozione, lacrime. Sono gli ultimi 5 muli del reparto salmerie di Cappella Maggiore, in passerella, preceduti dalla fanfara. Partiti alle 16, alle 19 sono ancora in giro. Antonio De Luca, che li ha salvati dalla macellazione nel 1993, alpino tutto d’un pezzo, ha esaurito anche le lacrime. «Dopo 19 anni, questa è l’ultima sfilata di Iroso». E’ il mulo più anziano. Oggi a precederli sarà «la più bella sindaca» dell’adunata, Mariarosa Barazza, appena rieletta. Riceverà i complimenti anche di Gentilini, immancabile. Magari per strigliare i suoi, affinché la smettano di tergiversare sulla candidatura per l’adunata «Sbaruffate pure», si è sentito dire ieri Biz dai commilitoni dell’Ana di Trento; «così facendo abbiamo l’adunata assicurata; voi trevisani potete accontentarvi di quella del 2017». «Non sarà così», assicurano Panno e Biz. Anzi, Panno dirà oggi di mostrare bene lo stiscione: «Treviso terra del Piave, del Montello e del Grappa». Come a dire, il 2018, l’anno del centenario, di appartiene. A costo di fare la sfilata attraverso il fiume sacro alla patria. Ed è una novità.
Francesco Dal Mas
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