Khezraji, il salvatore: «Inciviltà, dov’è lo spirito cristiano?»

«L’Italia all’estero appare ospitale e altruista, con un’ accoglienza ispirata anche dal Vaticano: Ma deve farsi un esame di coscienza». Abdallah Khezraji, leader della comunità marocchina di Marca...

«L’Italia all’estero appare ospitale e altruista, con un’ accoglienza ispirata anche dal Vaticano: Ma deve farsi un esame di coscienza». Abdallah Khezraji, leader della comunità marocchina di Marca e mediatore culturale, di solito è diplomatico e dedito all’equilibrio, in ottimi rapporti con tutte le istituzioni trevigiane e venete, stavolta non salva nessuno. Sindaci, prefetti, ministri, presidenti di provincia e regione, cristiani. Secondo lui, tutti responsabili di quanto è accaduto.

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Parla così duramente a buon titolo. Ieri è stato il salvatore della patria. l’uomo che ha aperto il suo circolo per impedire che i profughi trascorressero un’altra notte nel bus. «Sono intervenuto perché non si torva a una soluzione, m a questo non significa che le istituzioni non debbano assumersi le loro responsabilità. Credo che una soluzione dovesse esserci già all’arrivo di questi profughi, non è possibile lasciare gente in mezzo alla strada».

E Abdallah insiste: «La domenica quando le persone vanno in chiesa dovrebbero capire che la frase “amerai il prossimo tuo come te stesso” ha un significato ampio. Davanti a una guerra feroce, a drammi umani, queste persone, che non sono terroristi, si meritano un aiuto», prosegue il rappresentante della comunità marocchina.

Già lunedì sera era davanti alla stazione per dare una mano, e anche ieri, tutto il giorno, ha lavorato alla ricerca di un posto dove accogliere i 39 profughi, di fatto diventati «prigionieri» di una corriera. «Le istituzioni dovrebbero fare da regia, e invece assistiamo a uno scaricabarile tra comuni, province, regioni e Stato. Bisogna finirla. Si mettano attorno ad un tavolo, trovino una soluzione a questo problema», aggiunge.

Ed è proprio a quel tavolo che il sistema dell’accoglienza si è rotto, con i 95 sindaci a chiudere le porte. «Quello cui stiamo assistendo è un atto di inciviltà, da parte della città, e della nazione, nei confronti di vite umane», conclude Khezraji, che ne ha anche per la Lega nord. «La smetta di strumentalizzare il problema, il loro atteggiamento è controproducente in termini di sicurezza; anche per chi, straniero, vive ed è integrato. Così finiamo tutti nel mirino».

Appresa la notizia del bus di profughi davanti alla stazione, anche il collettivo Ztl si è recato sul posto per rendersi conto della situazione e capire se ci fosse da dare una mano. «E’ una follia», sbotta Nicola Vendraminetto. »Averli mollati qui sembra una provocazione, come a dire “prendetevi un treno e scomparite”. E poi scatena l’emergenza, con la città affollata per il carnevale. È pazzesco che in una provincia di 900 mila abitanti non si siano riuscite a sistemare 30 persone, ma questa è colpa dell’arroganza dei sindaci». (fe.cip.)

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