Intervento d’urgenza al cuore i medici salvano l’alpino Favero

Se l’è vista brutta il presidente alpino Sebastiano Favero: ricoverato e operato d’urgenza al cuore l’altro ieri all’ospedale di Castelfranco, ora è ricoverato in cardiologia e spera di tornare a casa presto.
L’intervento
La tempra del “grande vecio” ha vinto un malore che rischiava di portare gravi conseguenze. Alla guida nazionale dell’Ana dal 2013, Favero, ingegnere, classe 1948, abita a Possagno e quando l’altro giorno si è sentito male è arrivato da solo all’ospedale di Montebelluna per farsi controllare. Poi i medici di fronte alla gravità della situazione hanno deciso di trasferirlo a Castelfranco dove è stato sottoposto a un’operazione d’urgenza che gli ha salvato la vita. La notizia del suo ricovero è rimbalzata da nord a sud e in particolare le penne nere trevigiane non hanno nascosto apprensione.
Le avvisaglie
«In realtà il nostro presidente aveva cominciato sentirsi male qualche giorno fa», racconta Marco Piovesan, presidente della sezione Ana di Treviso nonché alpino del gruppo di Montebelluna. Insieme erano andati a Rimini per seguire i lavori preparatori della grande adunata nazionale in calendario i primi giorni di maggio. Favero era stanco, diceva di sentirsi spossato. Ma nessuno pensava a problemi di cuore o a possibili infarti, che generalmente presentano sintomi diversi, forti dolori al petto o al braccio. Nonostante l’indisposizione Favero la mattina seguente è andato a fare un passeggiata vicino a casa. Poi però ha saggiamente deciso di farsi controllare in ospedale. «C’è andato sulle sue gambe, è una persona forte, eccezionale», dice Piovesan ammirato di fronte al “vecio alpin” che fa scuola alle giovani generazioni.
La sua storia
Appassionato, sempre in movimento per seguire le attività dei propri alpini, Favero non si è mai risparmiato e tra viaggi in Italia e all’estero macina migliaia di chilometri all’anno. Sposato, tre figli, è stato allievo del 74º corso Auc (Allievi ufficiali di complemento) passando poi, con i gradi di sottotenente, al 7º reggimento alpini, Brigata Cadore dove, nella compagnia mortai, ha ricoperto per quattro mesi l’incarico di vice comandante di compagnia. Iscritto all’Ana dal 1974, è stato consigliere del gruppo di Possagno dal 1978, consigliere della sezione di Bassano dal 1989 e capogruppo dal 2000. Tra i suoi progetti: un rifugio sul monte Palon e sempre sul Grappa la sistemazione di mille metri di trincee e trecento metri di gallerie della prima guerra mondiale. Membro della commissione Zenica per la costruzione in Bosnia di una scuola multietnica, fa parte della commissione nazionale Ana grandi opere con impegno specifico nell’operazione Mozambico a favore di donne e bambini, nonché responsabile tecnico della commissione nazionale che ha portato alla costruzione di 33 case (di cui è progettista) nel comune terremotato di Fossa, vicino L’Aquila. —
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