Interesse del 40% strozzino nei guai

RESANA. Ha chiesto un prestito di oltre due milioni di euro ad un collega e da quel momento è iniziato un incubo durato quasi quattro anni. Francesco Bonsembiante, amministratore della Telve Rigo di Camposampiero, impresa con 40 dipendenti e 30 collaboratori, è piombato nel tunnel dell’usura ed è arrivato a versare fino a 900 mila euro di interessi. Ci hanno pensato gli uomini della guardia di finanza di Padova a mettere fine alla spirale d’ansia in cui era piombato l’imprenditore. Germano Ceccato, 47 anni, titolare dell’omonima ditta di autotrasporti di Resana, è stato denunciato per il reato di usura. Gli uomini delle Fiamme gialle gli hanno sequestrato due appartamenti, una villa di 400 metri quadrati, tre garage, due magazzini, un ufficio e una cassetta di sicurezza, per un valore di oltre un milione di euro.
Il prestito
Il contesto è quello del difficile accesso al credito. Nel 2009 quando il giovane imprenditore di Camposampiero si rivolge alle banche, si vede chiudere tutte le porte in faccia. Affida quindi il suo futuro e quello della sua azienda al collega trevigiano, gli chiede una somma consistente di denaro: 2 milioni e 400 mila euro. Passano i mesi e gli accordi presi cambiano. Secondo quanto verificato dai finanzieri coordinati dal tenente colonnello Giovanni Parascandolo, Germano Ceccato avrebbe chiesto tassi di interesse che sfioravano il 40 per cento. Soldi ma non solo. Il titolare della ditta trevigiana di autotrasporti chiedeva anche materiale edile. Merce acquistata dalla ditta di Camposampiero e ceduta sottocosto. E poi minacce. E ingiunzioni di pagamento. Fino al momento in cui la situazione è diventata insostenibile. Sei mesi fa il titolare della Telve Rigo ha presentato denuncia in procura.
L’indagine
Gli accertamenti affidati al nucleo tributario della guardia di finanza di Padova sono culminati nei sequestri del 16 maggio scorso, quando i militari hanno messo i sigilli a tutti gli immobili che Ceccato possiede a Montebelluna, tra cui anche l’elegante villa, i garage, gli appartamenti e gli uffici. Non solo. I finanzieri si sono spinti anche fino a Piacenza. La ditta di Camposampiero infatti vantava crediti per 300 mila euro da una impresa della zona, somma messa in pericolo dall’ingiunzione fatta dall’impresario trevigiano. Anche in questo caso tutta la documentazione è stata sequestrata. L’attività investigativa delle fiamme gialle, coordinata dal pm Elena Rossi, è tuttora in corso. L’indagine ora è volta a ricostruire come Ceccato abbia accumulato i capitali necessari a concedere un simile prestito, al fine di accertare l’esistenza di violazioni alla normativa fiscale e antiriciclaggio.
L’evoluzione
Dalla prospettiva di dover sborsare più di tre milioni di euro per pagare i debiti, ad una situazione di tutela. Dopo questi ultimi difficili anni la Telve Rigo di Camposampiero continua a lavorare in molti cantieri del Nord Italia.
@enricoferro1
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