Insegnanti costretti a letto, lezioni a rischio in tutta la provincia di Treviso
TREVISO. Il picco dell’influenza colpisce anche gli insegnanti, soprattutto quelli delle elementari, e le scuole sono costrette in queste ore a fare i salti mortali per trovare i supplenti, cercando pure tra i laureandi.
«Dal rientro dalle vacanze di Natale le assenze a causa dell’influenza quest’anno sono state all’ordine del giorno» spiega Mario Dalle Carbonare, dirigente scolastico degli istituti comprensivi Felissent e Coletti, «confermo, come hanno messo in evidenza altri colleghi dirigenti scolastici, la grande difficoltà da parte delle scuole a trovare supplenti». Con una media di due, tre maestri per istituto a casa in malattia, per almeno una settimana, le chiamate per la ricerca dei loro supplenti sono continuate da gennaio a tamburo battente. Con le segreterie scolastiche al lavoro senza sosta. Eppure quasi sempre la ricerca di personale docente supplente si è rivelata una corsa a ostacoli. Che ha lasciato le scuole per lo più a mani vuote.
È stato persino necessario bussare alla porta dell’Università per vedere se tra i neolaureati e laureandi delle facoltà di Scienze della formazione ci fosse stato qualcuno disposto a prendere posto in cattedra: «La difficoltà a trovare supplenti riguarda soprattutto la scuola primaria» spiega il preside Dalle Carbonare, «quando non troviamo nessun supplente dalle graduatorie di istituto allora passiamo a vedere se ci sono state inviate delle lettere di messa a disposizione per l’insegnamento da parte di altri insegnanti. Abbiamo chiesto persino alle Università se ci fossero stati tra i neolaureati e persino tra i laureandi delle prossime sessioni di laurea qualcuno disponibile. Ma succede non di rado che pure i neo laureati siano già impegnati in qualche altra attività. Così in caso di estremo bisogno dobbiamo utilizzare gli insegnanti di potenziamento. Quei docenti che ogni istituto ha a disposizione per tutte le attività didattiche aggiuntive».
Tra le scuole messe al tappeto dall’influenza ci sono soprattutto le elementari e gli asili: «Ci sono molti assenti tra gli alunni più piccoli alla scuola primaria e dell’infanzia» spiega la preside dell’Istituto comprensivo Martini, Milena Valbonesi. Non di rado in caso di necessità si ricorre persino al passaparola o si fa leva sulle conoscenze pur di scovare insegnanti disponibili. La situazione non migliorerà nei prossimi giorni: «Ne mancano molti» conclude il responsabile dei dirigenti scolastici di Cgil, Claudio Baccarini, «questo è il risultato che ha prodotto la politica dei tagli al personale della scuola».
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