Inquilini morosi, casa distrutta

MONTEBELLUNA. Il risultato dopo lo sfratto? Un appartamento lasciato in condizioni disastrose, con muri anneriti, cumuli di sacchi dappertutto, barattoli di cibo. E la necessità ora di mettere mano a tutto per renderle l’appartamento nuovamente abitabile dopo che sarà stato liberato dai mucchio di sacchi che ingombrano cucina e camera. Si trova nel palazzo all’angolo tra corso Mazzini e via Silvio Pellico, in centro.
Era stato affittato nel 2013 a una donna nigeriana, che per il primo anno aveva pagato l’affitto, poi aveva pagato qualche rata il Comune per aiutarla, poi più niente. Nel frattempo si era messa con un connazionale, avevano avuto tre figli, non lavorava lui, lei aveva perso il lavoro e quando il proprietario - un architetto montebellunese - è riuscito ad avere lo sfratto esecutivo, attuato negli ultimi giorni di marzo, ed è entrato nell’appartamento, lo ha trovato in condizioni pietose. «È tutto da sistemare – spiega – Oltre alle spese per lo sfratto e l’avvocato dovrò ora spendere qualche decina di migliaia di euro per metterlo a posto perché è stato tutto rovinato». Una cucina, una camera, un bagno: un piccolo appartamento dove vivevano in cinque e dove è stata accumulata una montagna di roba. Impressionante vedere il numero di sacchi accumulati in cucina e in camera, tanti ricevuti dalla Caritas e nemmeno aperti, e in mezzo barattoli di cibo, suppellettili di tutti i tipi, biciclette da bambino, giochi, disegni sulle pareti. Effetto di cinque anni di locazione di cui il primo andato bene, poi tutto è andato di male in peggio. E quella montagna di sacchi? «Erano accatastati fino al soffitto, sia in camera che in cucina, non riesco neppure a immaginare come potessero muoversi tra queste stanze piene di tutto – spiega il proprietario – L’ufficiale giudiziario ha concesso loro 30 giorni di tempo perché si portino via tutta questa roba, e solo dopo, se non lo avranno fatto, potrò procedere a far portare tutto al card. Ma fino a che non scade il periodo non posso fare niente». (e.f.)
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