Ingegnere accusato di stalking Assolto dopo quattro anni

vittorio veneto. Un ingegnere di 45 anni, residente nel Vittoriese, è stato assolto, alcuni giorni fa, dal tribunale di Treviso da una serie di pesanti accuse per stalking, lesioni personali, tentata violenza privata e violazione di domicilio.

Una sequela di accuse che gli vengono contestate dall’ex moglie di 48 anni, insegnante, che si era costituita parte civile chiedendo, a titolo di risarcimento, una somma di 10.000 euro. Alla lettura della sentenza l’ingegnere non ha nascosto la propria commozione. «Quattro anni d’inferno, da stasera posso dormire traquillo», ha detto ai suoi avvocati Roberta Resenterra e Luca Granzotto che lo hanno difeso nel corso del processo.

Il capo d’imputazione nei confronti del libero professionista era piuttosto corposo. Si parlava di blitz nell’abitazione della donna con minacce di sottrarle il figlio, di ingiurie, di pedinamenti in automobile ad alta velocità ma soprattutto di comportamenti persecutori tali da procurare nella donna un grave stato d’ansia e paura.

La vicenda era iniziata a marzo 2015, dopo la separazione dei due coniugi. Tutto aveva avuto inizio dalla separazione della coppia, che ha un figlio in comune. Una separazione burrascosa. Nel marzo 2015, secondo le contestazioni della procura della Repubblica di Treviso, il libero professionista si sarebbe presentato nel giardino di casa della donna e l’avrebbe minacciata di potare via il figlio.

Tra le accuse rivolte all’ingegnere vittoriese c’era anche quella di aver pedinato l’ex moglie in un paio di occasioni, una nel maggio ed una nell’ottobre del 2015, tenendo, secondo l’accusa, una condotta di guida pericolosa. Si parlava, infine, di una violenta aggressione con prognosi di 4 giorni avvenuta mentre la donna lo stava filmando con il telefonino durante uno dei diversi incontri-scontri. Tutte accuse che l’ingegnere, incensurato, ha respinto con fermezza e dalla quali il giudice Francesco Sartorio l’ha assolto. Ora la procura della Repubblica potrà impugnare eventualmente la sentenza in Corte d’Appello, dopo che il giudice depositerà le motivazioni dell’assoluzione. —

M.Fil.

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