Infortunio mortale, assolto il collega

Ormelle, nel 2006 l’incidente che portò alla morte di Alessio Guerra: non fu una manovra errata

ORMELLE. Assolto per non aver commesso il fatto. Si chiude così la vicenda giudiziaria che vedeva alla sbarra Paolo Trentin con l’accusa di omicidio colposo. Il processo riguarda la morte di Alessio Guerra, rimasto vittima di un incidente sul lavoro il 10 giugno del 2006, all’età di 31 anni: gli si era rovesciato addoso il cassone di metallo che stava manovrando con alcuni colleghi durante operazioni di manutenzione di un macchinario della ditta di trasporto ghiaia.

Quel giorno aveva avuto inizio il suo calvario, che si è protratto per quasi sei anni. A seguito dell’infortunio infatti era rimasto tetraplegico. Dapprima era stato ricoverato all’ospedale di Treviso, poi a Vicenza e Udine, fino a che i suoi genitori hanno deciso di portarlo a casa. Guerra, a seguito di un aggravamento del suo complesso quadro clinico, nel 2011 era stato ricoverato nella Rianimazione della struttura sanitaria di San Donà di Piave.Alessio Guerra all’epoca lavorava per la “Boccato Danilo & figli snc” di Roncadelle di Ormelle. Anche i titolari finirono davanti al giudice per l’accusa di omicidio colposo: Danilo Boccato, Lionello Boccato e Flavio Vedovato (datore di lavoro di Guerra) hanno scelto il patteggiamento.

Alla guida del macchinario da cui era scivolato il cassone di metallo c’era Paolo Trentin, che ha scelto però la via del dibattimento. Ieri il giudice ha deciso di assolverlo per non aver commesso il fatto.

Per quel decesso all’epoca era stato indagato anche il medico di famiglia di Guerra, accusato di aver sottovalutato alcuni sintomi polmonari accusati dal giovane durante la sua malattia. La Procura di Venezia ha archiviato il caso. Per quell’incidente sul lavoro la famiglia di Alessio Guerra è stata liquidata con un milione e 800 mila euro. (s.g.)

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