«In piazza Duomo una soluzione provvisoria»

Il porfido della discordia. Dopo la sostituzione dei sampietrini con l'asfalto nel tratto di strada che da ponte San Martino porta in viale Cadorna, la polemica si espande anche a piazza Duomo. L’asse...
Zago agenzia foto film incontro in redazione con sindaco manildo
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Il porfido della discordia. Dopo la sostituzione dei sampietrini con l'asfalto nel tratto di strada che da ponte San Martino porta in viale Cadorna, la polemica si espande anche a piazza Duomo. L’assessore ai lavori pubblici, Ofelio Michielan ha annunciato di aver già contattato la Soprintendenza per valutare la sostituzione del porfido nel tratto antistante l'ex Tribunale in piazza Duomo. «Non con asfalto» ha detto, «ma soluzione più adeguata» e ben chiara ai lavori pubblici tanto «da aver già quantificato la spesa». Parole che costringono il sindaco a mitigare, correggere, smussare, sull’onda di una polemica che monta e travolge il Comune. «Non c'è alcuna volontà di sostituire i sampietrini con l'asfalto» si affretta a dire Manildo, «a protezione del porfido verrà messa una copertura provvisoria per il periodo in cui verranno realizzati i lavori davanti al tribunale», due anni circa. E rispetto alle critiche sollevate da architetti ed esperti per l'eliminazione del pavé in Corso del Popolo Manildo precisa «Non ci sarà alcun dietrofront, il cantiere andrà avanti come previsto. Si tratta di un intervento molto limitato, parliamo di quaranta metri di strada da ponte San Martino a viale Cadorna che purtroppo è stato teatro di “faccio, rifaccio e rifaccio ancora” costati una voragine di soldi pubblici» sottolinea Manildo «la priorità è di garantire anche il trasporto pubblico che è fondamentale e comunque si tratta di un intervento limitato, per il quale abbiamo avuto parere favorevole dalla Soprintendenza». A dargli manforte, l'assessore Luciano Franchin: «Non credo che quaranta metri d'asfalto costituiscano una grande macchia nella qualità di Treviso» ha sottolineato «sicuramente sarebbe stato peggio avere persone che cadono».

Valentina Calzavara

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