In mille ieri per l’addio a Giacomina e Raffaello

Il parroco: «Di nuovo uniti davanti a Dio, lasciamo decantare le reazioni istintive» Il messaggio di perdono inviato dal vescovo. Tumulati in due tombe separate
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VITTORIO VENETO. Un migliaio di persone hanno dato l’ultimo saluto a Giacomina Zanchetta e Raffaello Salvador ieri mattina nella chiesa di Santi Pietro e Paolo.

Le due auto funebri sono arrivate in contemporanea nel piazzale della Chiesa, stipato di gente. Sulle bare di legno chiaro un cuscino di rose rosse per lui, rosa per lei. Ad attenderli tanti cittadini, amici ed ex colleghi e una miriade di corone di fiori di tutti i colori. In prima fila, accanto ai due feretri, i figli Giovanni, Sabrina e i parenti.

A officiare la cerimonia funebre il parroco don Fabrizio Mariani e monsignor Pietro Mazzarotto, primo parroco quando è stata fondata la parrocchia. Giacomina e Raffaello si erano sposati proprio in quella chiesa. Era il primo giugno 1968. Sono passati 44 anni. «Oggi 28 aprile 2012», ha detto Mariani, «Giacomina e Raffaello sono ancora insieme davanti a Dio. Nella nostra comunità ricevono il saluto dei credenti. La loro partenza per noi è incomprensibile, ingiustificata, drammatica. Ci lascia sgomenti, muti e privi di qualsiasi interpretazione umanamente logica».

Nella chiesa si stipano gli amici della coppia , dei figli e dei fratelli. Ci sono i vicini di casa e tanti fedeli della comunità di Santi Pietro e Paolo. Ai campiscuola della parrocchia partecipava Giovanni il figlio di Giacomina e Raffaello. E proprio la coppia era stata collaboratrice della parrocchia nei diversi campiscuola. «Bisogna lasciare decantare le nostre reazioni istintive, fare silenzio sui rapporti interpersonali», ha proseguito il parroco. «La vita umana appartiene solo a Dio e anche il giudizio è di Dio. Un rigraziamento a quanto i coniugi hanno dato alla parrocchia. Un grazie a Giacomina che ci ha allietati con vitalità, gioia di vivere e con il suo carattere solare, offrendo la sua voce nel coro. Cantare era un modo per esprimere il meglio di se stessa. Raffaello e Giacomina, Dio vi conceda il premio per quanto avete dato alla vostra famiglia».

Il vescovo Corrado Pizziolo, impegnato a Roma, ha inviato messaggio all’insegna della misericordia e del perdono. Ai funerali non è mancata l'amministrazione comunale, rappresentata dal vicesindaco Giuseppe Maso.

Accanto alle bare sono state sistemate le foto dei due coniugi e un cuscino a forma di cuore bianco con i nomi degli adorati nipotini Francesca e Matteo.

Giacomina e Raffaello sono stati tumulati nel cimitero di Ceneda in due tombe separate. Si sono portati dietro i segreti che potrebbero dare un senso all'omicidio-suicidio di via del Lavoro 126.

Francesca Gallo

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