In cento dalla Bielorussia, con amore

Castelfranco ospita i piccoli di Chernobyl e tra una settimana arriva anche il secondo gruppo di ragazzini: 19 i Comuni coinvolti nel progetto. Grande festa ieri per accogliere i bambini provenienti dai villaggi colpiti
CASTELFRANCO. Grande festa, ieri, per i bambini bielorussi. E tra una settimana arriva il secondo gruppo. La manifestazione si è svolta nella sede della Cooperativa Vita e Lavoro: è stato dato il benvenuto ai primi 100 ragazzini arrivati a Castelfranco per l'ormai tradizionale periodo estivo di accoglienza. «Dovrebbe essere una festa di benvenuto, anche se alcuni stanno già per ripartire - dice Renza Ferello, portavoce dell'iniziativa - I primi 100 bambini sono arrivati il 26 giugno, poi il 30 luglio alcuni andranno via e arriverà un secondo gruppo, mentre gran parte dei ragazzi rimarrà».


E' stata una festa all'insegna della soddisfazione, dopo la lunga battaglia sostenuta per far ripartire il progetto nel 2007. La vicenda di Cogoleto e del lungo braccio di ferro diplomatico sul destino della piccola Maria, nell'autunno scorso, aveva inasprito i rapporti tra Italia e Bielorussia, e il progetto sembrava essersi arenato.

Il tradizionale appuntamento di dicembre saltò e proprio allora i volontari castellani decisero di intraprendere tutte le strade, inviando lettere, raccogliendo firme e aprendo un dibattito che li ha infine condotti a un'audizione nella Commissione Infanzia del Senato. Le regole sono state cambiate e i bambini sono arrivati. «Non ci sono stati grossi cambiamenti - spiega Ferello - Se non la cancellazione della definizione di bambini in stato abbandono.


Sono cittadini bielorussi in Italia, ne va della loro dignità. Abbiamo battagliato, ora ci stiamo godendo questo momento. Abbiamo fatto preparare le famiglie all'accoglienza, organizzando 3 serate». I bambini sono di età comprese tra i 7 e i 17 anni, secondo i limiti fissati dai programmi ministeriali e provengono in gran parte dalla regione di Gorel e dai villaggi lungo il confine con l'Ucraina.

E il progetto sta crescendo: «Tra le province di Venezia e Treviso, quest'anno ci sono 630 bambini - riferisce Renza Ferello - Castelfranco fa la parte del leone, ma sono 19 i comuni coinvolti nel progetto. Sabato 28 andremo in Provincia, insieme ai ragazzi, a incontrare il presidente Muraro e l'assessore Trentin. Da settembre inizieremo a pensare al futuro. Stiamo lavorando ad alcuni microprogetti, e poi a Natale parte dei bambini dovrebbe tornare qui».
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