“Imprenditori”, amaro tramonto del mito Nordest

Andrea Pennacchi e Mirko Artuso in scena a Zero Branco per “TerraMadreLingua”
SPARVOLI TREVISO FOTO MIRKO ARTUSO
SPARVOLI TREVISO FOTO MIRKO ARTUSO

Gianluca Ostinati e Fabiano Tonon sono bloccati in aeroporto a Bucarest in attesa del volo per Venezia. Il primo è un operatore culturale che, dopo un rovescio di fortuna, fa l'imbonitore nelle aste d'arte televisive.Il secondo ha fatto la scuola alberghiera e poi ha aperto una ditta di disinfestazione. Mirko Antuso & Andrea Pennacchi si calano nei panni di Ostinati e Tonon “Imprenditori (Iva compresa)”. Avviene venerdì 1 marzo dalle 20.45, nell'auditorium di Villa Guidini a Zero Branco nella rassegna-esperimenti “TerraMadreLingua”. «Un affresco brillante e dissacrante sul mito del miracolo economico del Nordest», lo definisce Maria Grazia Tonon, referente alla Cultura del Comune, «che si inserisce nel contesto della rassegna, un contenitore di eventi da febbraio a giugno tra teatro, musica, poesia e fotografia, per ragionare sulla nostra appartenenza e sulla nostra capacità di relazione attraverso la lingua, l'ambiente, l'arte». Reduci da una singolare rassegna “2 risate e il resto manca”, progetto antiossidante catacomico con una decina di comici "mondiali", andato in scena in due puntate al Teatro Verdi di Pordenone, Artuso e Pennacchi affrontano ora un grande mito letterario del ’900, quel “secolo breve” che ne ha viste davvero di tutti i colori e di tutte le velocità. Inseguendo la più antica ricetta comica del mondo i due plasmano una improbabile coppia di imprenditori mettendoli nella peggior situazione immaginabile e lasciandoli lì, a friggere. Costretti a dialogare l’uno con l’altro, si scontrano subito sulle rispettive visioni del mondo, su cos’è un’impresa, finendo persino per scoprire di essere innamorati della stessa donna: Iva. L'aereo che dovrebbe accoglierli non parte, la voce metallica dell'altoparlante accampa per il ritardo delle scuse sempre più fantasiose (problemi personali del pilota, improvviso passaggio di oche canadesi eccetera), smentite da uno speaker veneziano che in stretto dialetto lagunare cerca di tenere alto il morale. «Una seccatura, una pausa imprevista nel frenetico tran tran del lavoro», sottolinea Artuso, « ma anche l'occasione per riflettere un po' sulla propria condizione di vita. Le cose non vanno più bene come una volta, la macchina ha rallentato, correre come dei pazzi non serve più, bisognerà inventarsi qualcosa di nuovo». Artuso ha iniziato la sua attività di attore - narratore nel 1987 con la compagnia Laboratorio Teatro Settimo di Torino; Pennacchi nel 1991 inizia la carriera d’attore nel Teatro Popolare di Ricerca. Da tempo collaborano in originali quinte teatrali. Ingresso a offerta responsabile. Informazionii tel. 0422 – 485518 mail biblioteca@comunezerobranco.it.

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