Il sindaco Conte in difficoltà «Ma Riccardo è onesto»

Gelo e imbarazzo a Ca’ Sugana dove si fatica a esporsi Stefano Marcon, presidente della Provincia: «Io il bonus manco con i carabinieri»

treviso

A Ca’ Sugana il caso Barbisan entra come un vento gelido che zittisce i più... almeno ufficialmente, tra imbarazzi, tentativi di giustificare ed evidenti ammissioni di «una brutta situazione».

Al centro della scena il sindaco Mario Conte, che in Riccardo Barbisan ha il capogruppo della Lega nella sua maggioranza. Il sindaco, serio in volto, ammette: «C’è aspetto morale che penalizza ma posso testimoniare che Riccardo è una persona onesta, e la scelta di fare beneficenza con i soldi lo dimostra. Certo, la beneficenza va fatta con i propri fondi e non con quelli altrui, ma dimostra la buona volontà». Il terreno è scivoloso, Conte lo sa, come sa bene quale sia stato il tono di condanna dei furbetti fatti nei giorni precedenti dai vertici del partito e dallo stesso Zaia. «Sulle scelte che ha assunto il partito non entro e non entrerò» mette le mani avanti Conte, «io non sono un giustizialista, ma l’aspetto morale di tutta questa vicenda pesa. Però ribadisco, la politica deve dare segnali contro il giustizialismo, tenendo anche conto di quelle che possono essere state leggerezze da parte di persone serie». Una difesa un po’ spuntata, perché anche Conte sa l’aria che tira, e come la vicenda sia scivolosa da qualunque parte la si veda.

Assai meno pilatesca la posizione di Stefano Marcon, presidente della Provincia e sindaco uscente di Castelfranco, che parla in generale sul caso dei bonus Inps. «Credo che ci sia un solo piano da tenere presente, e sia quello dell’opportunità», dichiara, «sono imprenditore, conosco bene i problemi dell’azienda, ma sono anche un amministratore pubblico, dunque è bene essere attenti. Premesso che la legge è stato un susseguirsi di norme sbagliate, dico che pochi giorni fa il commercialista mi ha chiamato dicendo che sono stati allargati i parametri sul calo dei fatturati e che potrei chiedere un bonus per la mia impresa: gli ho detto no categoricamente. Nemmeno con i carabinieri al fianco, lo chiederei».

E c’è chi, nella maggioranza di Ca’ Sugana ammette: «Può essere spiacevole, ma le dimissioni dai 300 sarebbero dovute». —

A.P. - F.D.W.

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