Il sindacato raccoglie firme per cambiare la Finanziaria

zago agenzia foto film treviso sindacati porta san tommaso
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treviso. È scattata la settimana di mobilitazione per il lavoro a sostegno della piattaforma unitaria dei sindacati, in relazione alla Legge di Bilancio. Cgil, Cisl, Uil ieri hanno partecipato alla prima manifestazione in piazza Santi Apostoli a Roma, con una delegazione partita anche da Treviso, e così sarà anche per domani e il 17 dicembre quando la mobilitazione continuerà per chiedere modifiche alla manovra finanziaria, e riforme sul fronte del fisco, delle pensioni e degli investimenti. «Ci aspettiamo dalla politica un’indicazione sull’idea di sviluppo di questo territorio», dice Mauro Visentin, segretario generale della Cgil di Treviso, dal gazebo di Porta San Tomaso dove ieri Cgil, Cisl e Uil hanno raccolto firme a sostegno della modifiche alla manovra finanziaria. «La politica deve dirci se questo territorio dovrà essere legato all’industria e se, per esempio, il turismo debba essere regolamentato come noi crediamo. Mancano risorse per i territori per intervenire su scuole e infrastrutture. Lo stesso vale per il lavoro, pensiamo alla Monti e ad altre situazioni di crisi. Noi difendiamo i posti di lavoro, ma serve anche un tavolo di programmazione con il sindacato».

Secondo le organizzazioni sindacali mancano politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne, che siano in grado di contrastare l’esclusione sociale e la povertà; che determinino processi redistributivi e di coesione nel Mezzogiorno; che prevedano investimenti in infrastrutture materiali e sociali, innovazione, scuola, formazione e ricerca, prevenzione e messa in sicurezza del territorio e a sostegno delle politiche industriali. «Il mercato è in stagnazione, quindi il primo punto dev’essere la crescita, altrimenti non c’è futuro per i giovani», dice Cinzia Bonan, segretario della Cisl. «In questa manovra non intravvediamo un piano per ammodernare il paese. Un tema che riguarda da vicino Treviso, che ha imprese e stabilità occupazionale, ma difetta in qualità del lavoro».

Per Guglielmo Pisani (Uil), serve attenzione particolare all’evasione, «i lavoratori dipendenti sono il 50% di chi versa tasse, e versano il 95% del totale Evidentemente il conto non quadra»; e alla sanità, «oggi è in grande deficit e mancano gli investimenti. Il governo ci dica se il futuro è tutto per la sanità privata...».

Federico Cipolla

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