Il questore frena i social «Segnalateci i furti non scriveteli in rete»
«Vogliamo una collaborazione con i cittadini. Ma le segnalazioni di possibili reati devono essere immediate e non successive alla comunicazione ad amici e parenti attraversi i social network». Interviene così il questore Vito Montaruli nel dibattito in corso sul tema della sicurezza e i social network. «Dare notizia prima ad amici e parenti», spiega il capo della polizia trevigiana, «comporta un inevitabile ritardo anche per l’intervento da parte delle forze dell’ordine. Le segnalazioni invece quanto più sono tempestive possono permettere agli agenti di controllare sul momento una targa sospetta e poi di intervenire tempestivamente. È fondamentale non creare psicosi sul tema sicurezza ma telefonate alle centrali operative delle forze dell’ordine».
L’intervento del questore arriva pochi giorni dopo quello dello stesso tenore del prefetto Maria Rosaria Laganà. «È normale che da quando c’è stato il cambio dell’ora legale, quando viene buio prima e si lascia la casa aperta perché magari fa ancora caldo, aumentino i furti», aveva spiegato il prefetto Laganà, «i numeri però mostrano una diminuzione e vorrei mettere i guardia contro episodi di psicosi alimentati dai telefonini e dai social network». Questore e prefetto comunque non vogliono minimizzare le richieste che provengono dalla cittadinanza, che giustamente vive il furto in appartamento come uno dei reati più odiosi.
Molte segnalazioni ormai vengono fatte sui social network, un fenomeno che il prefetto aveva definito «dannoso». «A causa del telefonino», spiega, «una macchina che fa due giri dell’isolato in breve diventa un’auto sospetta, che con il passaparola diventa un’auto con a bordo possibili ladri incappucciati. In realtà è semplicemente un’auto che fa due giri. Bisogna dunque fare attenzione a non alimentare una psicosi». —
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