Il Prosecco Doc «Quell’uva non può diventare Prosecco è semplice glera»
IL C ASO
«Quella è glera, un’altra partita, non è Prosecco, non ha gli stessi valori e vincoli». Il Consorzio della Doc Prosecco risponde così sulle vendite online di presunta “uva con le bollicine”. «Uva Prosecco Doc», in realtà, era il titolo dell’annuncio a comparso sul sito subito.it nei giorni scorsi e tolto ieri, dopo che la notizia è rimbalzata anche a livello nazionale. L’inserzione pubblicata da un agricoltore di San Fior (si firmava “Lucia”) riguardava circa 30 quintali di uva. 60 centesimi al chilo è un prezzo raddoppiato per della semplice glera. «Il Prosecco è stabile sui prezzi, non centra con la glera – aggiungono dal Consorzio guidato da Stefano Zanette -. Per il Prosecco Doc è tutto in ordine. C’è un disciplinare che stabilisce delle quantità ben precise: 180 quintali per ettaro, con un 20% di riserva vendemmiale. Si sceglie la qualità, il resto rimane in pianta. Sulla riserva dovranno deliberare anche le Regioni, su istanza del Consorzio, e per i produttori c’è l’obbligo di mantenerla dentro le autoclavi». E’ confermata una produzione ottima sia in quantità che qualità, non solo del Prosecco, ma di tutti i vitigni. Perciò alcune cantine hanno fermato temporaneamente i conferimenti, mentre altre come Conegliano e Vittorio Veneto hanno deciso di fissare appuntamenti con i viticoltori. C’è chi poi starebbe cercando di fare il furbetto e vendere su internet ciò che non è Prosecco. A San Fior ieri non si è parlato d’altro, ma chi sia il pseudo agricoltore rimane un mistero. «E’ risaputo che dappertutto è stato prodotto tanto quest’anno – spiega il vicesindaco e assessore alle attività produttive di San Fior, Alberto Tonon –. Il glera vale dai 20 ai 30 centesimi, chi ha messo quell’annuncio ha cercato di fare il “colpaccio”, ma è stata una persona poco furba. Ci deve essere maggiore serietà, perché la sciocchezza di qualcuno rischiano di pagarla tutti gli agricoltori corretti».
C’è chi ha pensato di piantare glera sperando di fare fortuna ottenendo la denominazione in Prosecco. Sono circa 7 mila ettari i vigneti di glera, che non producono Prosecco.
«Scordatevi che io vi trasformi il glera in Prosecco», aveva recentemente dichiarato il governatore Luca Zaia, in occasione dei 50 anni della Cantina di Mareno. Il presidente del Veneto aveva ribadito ai viticoltori di puntare sul biologico, piuttosto che sperare di avere autorizzazioni per nuovi impianti di Prosecco. L’enorme quantità di uva nei vigneti hanno fatto pensare a qualche neo agricoltore di trasformare come per magia il glera in Prosecco Doc. Diventato il caso pubblico, la magia è svanita, così come l’inserzione di vendita online della “Uva Prosecco Doc”. Rimane nel motore di ricerca di Google, ma da ieri pomeriggio rimanda alla pagina: «L'annuncio che cercavi non è più disponibile». —
Diego Bortolotto
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