Il pm: pochi 3 anni e 2 mesi. I fratelli Ongaro a processo

Respinto il patteggiamento chiesto per le «menti» del clan del mefedrone A giudizio il 4 luglio anche Cescon. Maddalon «ottiene» la pena di 1 anno e 4 mesi

Rinviati a giudizio i fratelli Ongaro. Il pm Valeria Sanzari non ha accolto la richiesta di patteggiamento di 3 anni e 2 mesi avanzata dal difensore Francesco Murgia: ora la vicenda della “banda del mefedrone” si discuterà in aula il 4 luglio.

Ieri l’udienza preliminare davanti al gup Silvio Maras: imputati Alberto e Riccardo Ongaro, 24 e 21 anni, considerati le menti del “clan”. Con loro il praticante avvocato Matteo Cescon, 31 anni; Massimiliano Milos Maddalon, 23; Michele Buratta, 20.

Maddalon, figlio di Gianni ex consigliere comunale e provinciale, è stato l’unico a chiudere la sua posizione patteggiando 16 mesi di reclusione: era accusato di aver detenuto ai fini di spaccio significative quantità di mefedrone e cocaina. La posizione di Buratta è invece stata stralciata per un difetto di procedura, gli atti sono tornati al pm.

Gli Ongaro e Cescon andranno invece a processo. Il pm Sanzari ha rigettato la richiesta di patteggiamento per i due fratelli a 3 anni 2 mesi, ritenuta troppo “blanda” rispetto alle pesanti accuse e a un giro d’affari quantificato al ribasso in almeno 100 mila euro. Alberto e Riccardo Ongaro sono accusati di aver dato vita ad un «articolato traffico di sostanze stupefacenti importate dall’ estero e poi alterate, tagliate, confezionate e cedute a terzi».

Un giro nato a fine 2009, quando i due avrebbero importato «significativi quantitativi di mefedrone che cedevano a Fabio Alvino ( che aveva patteggiato 2 anni e 4 mesi ndr) e ad altri soggetti, che poi diffondevano al minuto».

i due avrebbero poi detenuto, con Maddalon, «28 capsule di mefedrone, 130 grammi di WH-018 e 9 etti di MDPV, sostanza psicoattiva stimolante, oltre a un modesto quantitativo di cocaina».

Ma le accuse ai due fratelli non finiscono qui: secondo la Procura non avrebbero minacciato Alvino e Maddalon affinchè mentissero agli agenti, ma anche un’altra persona, con una scacciacani cui era stato tolto il tappo rosso.

Cescon invece è accusato di favoreggiamento: per aiutare gli Ongaro a eludere le indagini avrebbe minacciato Alvino e Maddalon affinchè rilasciassero false dichiarazioni alla polizia.

Gli Ongaro erano stati arrestati il 28 dicembre 2010, e scarcerati dopo 7 mesi e 5 giorni di reclusione. Il 14 luglio èscorso la chiusura delle indagini: il «415 bis» era stato recapitato a cinque indagati. per almeno tre di loro, ora, si attende il processo.

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