Il perdono di Del Monaco «Non vado contro Dani»

L’amore è più forte. Anche se lei ha tentato di ucciderlo. Claudio Del Monaco non si costituirà parte civile nel processo a carico di sua moglie, Daniela Hermann Werner, che il 28 dicembre scorso lo ha accoltellato quasi a morte. «La amo ancora, non voglio infierire», ha confidato al suo legale, l’avvocato Luigi Fadalti.
Un amore così grande, cantava il suo celeberrimo padre, il tenore Mario Del Monaco. Claudio quelle parole le vive: nonostante la tragedia che lo ha travolto, ha deciso di mettere in primo piano lei, Daniela. La cantante lirica finirà a processo per tentato omicidio. Costituendosi parte civile, Claudio Del Monaco avrebbe potuto chiedere un risarcimento economico pesante. Ha scelto di no. Ha scelto il cuore.
Il pubblico ministero veneziano Roberto Terzo, titolare delle indagini a carico di Daniela Hermann Werner, ha chiesto il giudizio immediato con l’accusa di tentato omicidio. Troppo evidenti le prove a carico della donna: secondo il magistrato sarebbe superfluo passare per l’udienza preliminare. A giorni si attende la fissazione della prima udienza del processo: la donna sarà difesa dagli avvocati Giambattista Zatti e Marzia Bellodi, e tramite i propri legali potrebbe chiedere un rito alternativo (come l’abbreviato) e usufruire dello sconto di un terzo della pena.
Marito e moglie si trovavano a Jesolo quando si verificò l’accoltellamento. Claudio Del Monaco, una volta uscito dal reparto di terapia intensiva, aveva raccontato di essere seduto sul divano, di essere stato aggredito di sorpresa a coltellate dalla donna e di essersi salvato solo perché era riuscito a sottrarsi alla furia omicida della compagna, fuggendo da casa e chiedendo aiuto.
Era stato proprio l’amore a riportare Claudio in Italia dopo anni in Serbia come direttore dell’Opera di Belgrado e Novi Sad. «L’ho fatto per mia moglie, lei adorava questo Paese» ha confidato Del Monaco alla Tribuna, «Aveva del talento, è innegabile. Molti contatti erano a Vienna, allora inizialmente mi sono diviso tra la Serbia e l’Austria, poi abbiamo spostato la base in Italia. Qui ci siamo trovati di fronte alla morte del teatro, compagnie senza risorse, pochi spazi, un sistema fermo e senza prospettiva. A quel punto ho capito che era stato un errore, è vero. Lei era una brava cantante, solo che in Italia ci sono state difficoltà. Solo da poco si era aperto lentamente qualche spiraglio». Le difficoltà hanno fatto degenerare il loro rapporto. Ma non il suo amore per lei.
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