Il nuovo capitano: l’Isis voleva uccidermi

Carabinieri, si presenta Gabriele Favero, successore di Piscitello: nel 2015 era finito nella “killing list” di due terroristi
Agostini Montebelluna nuovo capitano dei carabinieri Gabriele Favero
Agostini Montebelluna nuovo capitano dei carabinieri Gabriele Favero



Era stato inserito in una “killer list” dell’Isis, una drammatica lista di persone da uccidere, il nuovo comandante della compagnia carabinieri di Montebelluna, il capitano Gabriele Favero. Due generali dei carabinieri, qualche prefetto e questore, il comandante della polizia locale di Milano e lui, allora al comando della tenenza di Dolo.

La lista

La vicenda risale a cinque anni fa, al 2015. Era nel mirino quindi dell’Isis il capitano Gabriele Favero, 37 anni, rientrato da poco dall’Iraq e da una settimana al comando della compagnia di Montebelluna. Era una killer list partita dall’Italia, trovata in uno dei siti della propaganda del terrorismo islamista, una lista partita dall’Italia, due gli autori identificati dai Ros di Roma: Meriem Rehaily, che allora abitava a Piove di Sacco, e un uomo la cui identità è tenuta ancora riservata, fuggiti dall’Italia prima che potessero prenderli ma sui quali pende un ordine di carcerazione. Motivo dell’inserimento di un giovane tenente dei carabinieri in una lista di uomini da eliminare da parte dell’Isis? «Non posso spiegarlo – precisa subito il capitano Favero – dico solo che a me è sempre piaciuto darmi da fare, essere attivo». Da quell’anno i vertici gli hanno detto di utilizzare maggiore autotutela personale.

L’Iraq

Nulla a che vedere con i suoi 10 mesi passati in Iraq, al comando della polizia militare aggregata al contingente italiano comandato dal generale Fortezza, dove svolgeva l’incarico di comandare i due nuclei di polizia militare a Mosul e a Erbil e faceva da consulente giuridico per gli aspetti legati alla polizia giudiziaria militare e civile al comandante del contingente italiano, piuttosto con la sua attività svolta a Dolo e lungo la Riviera del Brenta. Aveva iniziato la sua attività come pilota dell’aeronautica militare il capitano Gabriele Favero, 37 anni, di Gaeta ma con famiglia originaria dal Trevigiano emigrata nell’Agro Pontino ai tempi delle bonifiche. Poi nel 2006 la decisione di passare all’Arma dei carabinieri, per quattro anni al comando provinciale a Roma, poi al comando del reparto mobile a Bari, nel 2013 l’arrivo nel Veneto al comando della tenenza di Dolo, dopo quattro anni al comando della polizia militare delle forze operative Nord dell’esercito e ora al comando della compagnia di Montebelluna al rientro dall’Iraq poco prima che l’area si infiammasse ancora.

L’agenda

Uomo d’azione il capitano Gabriele Favero, «Mi piace stare per strada – dice – ma è chiaro che mi devo occupare anche di tutta la gestione». Ha già incontrato il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero, e prossimamente incontrerà i sindaci degli altri comuni che rientrano nella giurisdizione della compagnia. «Sto iniziando a capire la realtà locale – dice – Montebelluna è una bella realtà economica e la mia azione sarà indirizzata molto al contatto con i cittadini, che devono sentirsi tutelati dai carabinieri. Particolare attenzione rivolgeremo ai reati di natura predatoria, che ho visto sono quelli che destano maggiore allarme sociale, e al contrasto allo spaccio di stupefacenti. E lo faremo cercando di dare la massima proiezione esterna, col potenziamento delle pattuglie in funzione di prevenzione dei reati e di repressione quando questi avvengono». E coi social che periodicamente lanciano allarmi? «Sono importanti – spiega infine il capitano Gabriele Favero – ma è chiaro che Facebook non è la nostra banca dati e ciò che viene segnalato nei social deve essere filtrato perché non sempre è attinente alla realtà dei fatti». —



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