Il Golf Club Cansiglio fa il pieno «Ma qui manca un albergo»

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Le 18 buche del Golf Club Cansiglio sono le più ambite per il contesto ambientale. Si è appena conclusa una gara nazionale di due giorni, altre sono in programma oggi e domani. Un centinaio, nei momenti di punta, i partecipanti. «Chiedono ospitalità in albergo, troviamo solo qualche posto negli agriturismi. Li facciamo scendere fino a Vittorio Veneto o a Belluno, ma, a questo punto, chi arriva dalla regione preferisce rincasare e tornare l’indomani», racconta Franco Della Libera. «E questo perché in Cansiglio e nei dintorni non si trova un albergo». Chiuso da decenni il San Marco, ormai un rudere. Inattivo da tre anni il rifugio Sant’Osvaldo. Eppure l’altopiano del Cansiglio in questi giorni ha fatto il pieno.
Della Libera si occupa della gestione del campo di golf da 64 anni, oggi ne ha 77. L’ha visto nascere, crescere; spesso la notte va a innaffiarlo, come fa d’inverno con la pista di sci da fondo. E a questo proposito lancia un’anteprima. «Per iniziativa del vicino Comune di Tambre, che confina con quelli di Fregona e Caneva, il Cansiglio disporrà di una nuova pista di fondo con la neve artificiale. Il progetto prevede la realizzazione di una rete di approvvigionamento idrico che d’inverno servirà per l’innevamento e d’estate per “dissettare” il golf». Per la verità sull’altopiano c’è un’altra pista di fondo, lunga più di 5 km; Della Libera l’ha avuta in concessione per decenni da Veneto Agricoltura. La convenzione è scaduta a giugno e Della Libera è in attesa del rinnovo. «Non sento parlarne e questo silenzio mi preoccupa. Senza convenzione quest’inverno non potrò preparare la pista per gli appassionati del fondo».
In questi giorni la dozzina di agriturismi e ristoranti del Cansiglio hanno fatto di nuovo il pieno. Ma diventa urgente, secondo i sindaci del territorio e chi vi opera da una vita, riaprire il Rifugio Sant’Osvaldo e alienare o dare in concessione quel che resta del San Marco.
Intanto il Golf Club si appresta a fare nuovi investimenti. La concessione ricevuta da Veneto Agricoltura gli consente una gestione dell’impianto di lungo respiro, per i prossimi 23 anni. —
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