«Il Canova è una risorsa ma siamo pronti a lasciare»

Un business che genera direttamente e indirettamente un fatturato di oltre 213 milioni di euro l'anno, 2.156 posti di lavoro, 440 dei quali diretti. Sono i numeri dell'aeroporto Canova, emersi al convegno che si è tenuto ieri al Sant'Artemio, promosso da Confcommercio, Consorzio di promozione turistica Marca Treviso e Provincia. Una struttura che oggi è in perdita (AerTre perde tra i 500 mila e il milione di euro l'anno) che, secondo il presidente di Save, Enrico Marchi, deve aumentare il numero di passeggeri fino a 3,3 milioni per evitare la chiusura. Ma il masterplan ha ricevuto il no dalla Commissione Via nazionale. Poi il beneplacito (con alcune modifiche) della Soprintendenza) e una settimana fa, a sopresa, il sì da parte della Commissione Via regionale.
Lo studio curato da Alessandro Minello, per conto di Confcommercio, circoscrive per la prima volta gli effetti economici generati dallo scalo nel territorio trevigiano. Con le sue 73 destinazioni, i 2.175.396 passeggeri, i 18.359 voli, lo scalo è da considerarsi “un’azienda” a tutti gli effetti che produce un Pil di circa 213 milioni di euro, qualificandosi al quarto posto nel sistema aeroportuale del Nordest e al 19° posto tra i 38 aeroporti italiani.
Richiesto dalle imprese, soprattutto manifatturiere, che chiedono nuove destinazioni (soprattutto verso l’area Balcanica), vede un’utenza in maggioranza giovane, al di sotto dei 35 anni. Consentendo ai suoi utenti l'utilizzo di compagnie "low cost" anzichè quelle di linea, genera per loro un " risparmio" quantificabile in circa 212 milioni di euro, potenzialmente spendibile nel territorio.
Ma si tratta di una realtà in perdita: Save ha più volte ribadito la necessità dell’ampliamento che consenta di raggiungere circa 1,1 milioni di passeggeri in più rispetto a quelli attuali. Un piano che ha appena ricevuto il sì dalla Commissione Via regionale.
I primi cittadini di Treviso e Quinto, Manildo e Dal Zilio, rimarcano la necessità di un «aeroporto sostenibile». «Ci siamo fatti promotori di un gruppo di lavoro che consenta a tutte le parti in causa di elaborare un progetto tale che lo scalo venga percepito come una risorsa per tutti», ha detto il sindaco di Treviso Giovanni Manildo, specificando che il primo appuntamento si svolgerà il 3 o il 4 dicembre.
Non si è fatta attendere la risposta piccata di Marchi: «Cosa vuol dire sostenibile? Esiste una sostenibilità ambientale ma anche una economica. Ognuno deve fare la sua parte: io penso allo scalo, voi preoccupatevi della viabilità e di impedire che si continui a costruire attorno all'area. L'aeroporto è una realtà che rappresenta interessi ampi, che devono prescindere da quelli dei singoli comuni». Una posizione condivisa da Leonardo Muraro: «Un amministratore deve fare delle scelte». Infine Marchi rilancia l'avvertimento: «Attenzione: gli aeroporti come aprono, chiudono. Il tavolo di concertazione dev'essere un tavolo decisionale. Altrimenti non è un problema trasferire i voli Ryanair sullo scalo veneziano. Abbiamo già dimostrato di riuscire a farlo».
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