Il borgo che non vuole morire Levada “salva” la sua storia

Pederobba
Un grumo di case - quelle storiche fatte di sassi -; tre forni per fare il pane ancora attivi; trecento abitanti, gli eredi delle storiche famiglie Rampin. De Luchi, Durighello, Bedin, Covolan,... I giovani che se ne vanno, gli anziani che restano, ma una nuova consapevolezza da qualche anno passeggia per le vie di Levada, sostenuta da comitati di residenti “resistenti”. Sono quelli che non vogliono che il borgo muoia, che l’antica storia rurale si cancelli e si battono affinché le case tornino a riempirsi, i bimbi a nascere, le scuole ad aprirsi, i servizi a ripartire. Lo fanno con un successo discreto ma costante, vista la partecipazione agli eventi che organizzano. Due i comitati: quello che si occupa dei festeggiamenti per il patrono San Michele e il Levada Gruppo Storia. Lavorano per far rivivere il borgo. «A Levada», osservano, «da qualche anno qualcosa sta cambiando. Se, agli occhi meno attenti, il borgo appare poco più che una strada limitata da edifici in abbandono, in realtà è un piccolo nucleo rurale con un passato segnato da interessanti rapporti commerciali e dalla presenza di antichi edifici che possono ancora rappresentare una opportunità per il futuro, per una crescita socioeconomica se sapientemente valorizzati». Da questa consapevolezza è iniziato un percorso di recupero della memoria del paese per costruire quel senso di appartenenza e di identità fondamentale per non morire. Ed ecco la festa per San Michele, in corso in questi giorni. E ancora la ricerca storica per spingere l’orgoglio di Levada che produce ora il ritorno alla comunità del dipinto di una crocifissione. Staccato dalla parete di una casa privata trent’anni fa, era stato “dimenticato” in un ripostiglio. Grazie al lavoro del Levada Gruppo Storia, sarà ora donato al paese con un evento pubblico che si terrà domani alle 20.30 nella chiesa di San Michele. Un piccolo tesoro di arte popolare «per far crescere cittadini consapevoli e orgogliosi in modo da iniziare un percorso legato all’agricoltura di qualità e alla ricettività turistica recuperando edifici storici abbandonati». In più una passeggiate tra i muri di sassi, in programma per domenica 7 ottobre (partenza alle 14.30 dalla chiesa di San Michele), che sarà un altra occasione per rilanciare Levada. —
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