Il bidello col vizietto dei cinesi fa il piazzista di permessi falsi

Ultimo di dieci fratelli, bidello di professione, grazie al disegno criminale messo in atto con l’amante cinese, era riuscito pare perfino a comprare un paio di case. Il sistema era semplice, intestare ai parenti e ai parenti dei parenti immigrati cinesi che regolarizzava come badanti o collaboratori familiari facendosi pagare fior di quattrini.
A scoprire tutto l’ufficio immigrazione della questura di Treviso stupita dal gran numero di stranieri della Repubblica popolare che venivano regolarizzati e dichiaravano la stessa residenza. Di lì le verifiche che hanno permesso di mettere gli occhi sull’uomo, impiegato in un istituto professionale di Treviso come personale Ata.
Gli approfondimenti del caso, hanno permesso di scoprire che l’uomo, residente a Castelfranco e padre di due figli, grazie ai dati anagrafici dei fratelli e dei loro parenti (mogli, cognati e quant’altro) inoltrava le richiesta di permesso di soggiorno che si faceva lautamente pagare dagli immigrati. Si parla di cifre tra gli 8 e i 12 mila euro per ogni singolo permesso soggiorno.
I soldi venivano divisi tra il bidello e la sua compagna amante, cinese, che si occupava di trovare gli stranieri interessati ad entrare in Italia. Con loro sono stati denunciate altre otto persone, tra cui alcuni parenti del bidello. Per loro si dovrà appurare se sapevano o meno del disegno criminale del cinquantenne.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








