Il Batman trevigiano che dona il sorriso

Massimo Benetta di Zero Branco e la sua auto di lusso si trasformano per la gioia dei bimbi. «Essere utile è bello»

TREVISO. Una di quelle storie da raccontare ogni giorno. Ma che in questo periodo di festività assumono ancora più significato. Protagonista è Massimo Benetta, 50 anni, di Zero Branco: nella vita normale imprenditore nel campo dell'industria, del commercio e dei macchinari, oltre che appassionato di auto di lusso; nel tempo libero Batman per i bimbi malati, a bordo di una Lamborghini Murcielago.

È questa l'auto che Batman, interpretato da Bruce Waine, guida nei suoi film. È questa la speciale quattro ruote con cui Massimo, indossato il costume, partecipa ad attività benefiche o di solidarietà che coinvolgono ragazzi diversamente abili o bambini ricoverati. Un'avventura, quella dell'imprenditore di Zero Branco, partita per caso durante un'accademia per imprenditori eoggi diventata qualcosa di imprescindibile. «All'interno di un evento per persone diversamente abili al circuito di Monza mi presentai oltre che con la mia Lamborghini anche con un costume da Batman acquistato negli Stati Uniti» spiega Benetta, «avrei dovuto far salire i ragazzi in Lamborghini e far loro da pilota all'interno del circuito, in cui non sono mai entrato. Per otto ore consecutive, infatti, sono rimasto in posa a fare la foto centinaia di persone che volevano un ricordo insieme al loro supereroe preferito. Ho avuto delle mamme, ad esempio, che mi hanno consegnato in braccio i loro bambini malati: volevano soltanto una foto con me ed io, sotto la maschera, pur sorridente ero commosso. Da lì è partito tutto».

Un tutto che oggi, oltre che in normali feste di compleanno, si realizza nei corridoi di un ospedale, o in specifici eventi organizzati da associazioni e cooperative. «Da Monza tornai a casa stremato ma con il cuore rigonfio di gioia, ero riuscito a creare un’emotività che si poteva toccare con mano. Avevo recitato la parte del “supereroe del sorriso” e ne ero fiero. Ne sono fiero, perché sono riuscito a fare ciò che volevo: uscire dagli schemi ed essere utile».

Non in un film, insomma, ma nella vita reale. Come di fatto Massimo sta compiendo da tre anni a questa parte, chiamato e conosciuto in mezza Italia.

«È ai bambini più piccoli e malati che mi sento e voglio dedicare la maggior parte del mio tempo, i miei interessi possono passare in secondo piano» chiude il Batman solidale zerotino, «a loro un abbraccio, una mano stretta, può fare la differenza». —

A.B.V.
 

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