Il basket che muore: il Palaverde, cattedrale nel deserto

Il tempio trevigiano rischia il vuoto dopo 29 anni di successi sportivi di pallacanestro e pallavolo, musica, eventi. il sindaco Serena sta studiando le alternative

Una cattedrale nel deserto. Un palazzetto nato per lo sport e rimasto tristemente orfano delle due realtà di vertice che lo hanno reso famoso ovunque. Un’arena desolatamente vuota, destinata ad animarsi, di qui a un anno, solo per concerti o altri eventi che, eventualmente, i gestori dell'impianto, VerdeSport, decideranno di ospitare. Sembra profilarsi un mesto destino per il Palaverde, voluto dalla famiglia Benetton e inaugurato nel settembre 1983 (con un’invasione di bambini delle elementari di tutta la provincia), ma che da mercoledì ha chiuso ufficialmente, almeno per la prossima stagione, con lo sport che conta.

Il Palaverde ha fatto la storia del basket e del volley italiani, ma per la città è stato anche il cuore di concerti ed eventi che hanno segnato questi tre decenni. Ora nella massima serie delle due discipline Treviso non sarà rappresentata.

A Villorba, non giocherà nemmeno la Reyer Venezia, ospitata eccezionalmente la passata stagione: disputerà infatti il prossimo campionato al rinnovato Taliercio. E, a questo punto, non vanno nemmeno scordati i costi di una struttura vuota. Qualcosa si starebbe però muovendo a livello comunale, sebbene proprietaria della struttura sia VerdeSport: «Da parte nostra, abbiamo ascoltato, negli ultimi mesi, alcune persone, proprio per vedere di dare un utilizzo al palazzetto, nel caso fosse mancato il basket d’alto livello, scongiurando così l’ipotesi “cattedrale nel deserto”», rivela il sindaco di Villorba, Marco Serena, «Ci hanno fatto delle proposte. Da parte di VerdeSport, invece, non abbiamo avuto, al momento, nessun segnale o richiesta per capire cosa intendano fare». Treviso Basket, per le note ragioni, non parteciperà però alla prossima A/1.

Allo stesso modo, dopo il disimpegno dei Benetton, la stessa Sisley, seppur già emigrata la scorsa stagione a Belluno, è stata depennata dall’élite della pallavolo. È stata iscritta in B/2 una formazione di giovani, che disputerà però le gare casalinghe alla Ghirada. La Reyer Venezia, dopo l’esilio di Villorba, riabbraccerà invece il parquet amico di Mestre. La stessa campagna abbonamenti è stata varata in funzione della riapertura post-ampliamento del palazzetto mestrino. I lavori di adeguamento sono iniziati lo scorso 13 agosto e procedono alacremente, con l’obiettivo di rendere la struttura accessibile per l’avvio del campionato, tanto che i veneziani affronteranno appositamente la prima giornata in trasferta. Nessuna richiesta, infatti, è pervenuta a VerdeSport per giocare al Palaverde.

Infine, a suo tempo, la stessa dirigenza dell’Imoco Conegliano aveva operato un sondaggio per traslocare al Palaverde, quando si erano prospettate difficoltà nella concessione della Spes Arena, tradizionale taraflex delle “pantere” coneglianesi. La situazione si è poi ricomposta e l’Imoco si esibirà a Campolongo.

Mattia Toffoletto

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