I tigli della piazza da caso politico a lite giudiziaria

FARRA DI SOLIGO. Trasformatasi in caso politico, la manutenzione dei sei tigli davanti al municipio rischia ora di avere uno strascico giudiziario. Lo ha fatto intendere il sindaco Giuseppe Nardi...

FARRA DI SOLIGO. Trasformatasi in caso politico, la manutenzione dei sei tigli davanti al municipio rischia ora di avere uno strascico giudiziario. Lo ha fatto intendere il sindaco Giuseppe Nardi durante l’ultimo consiglio comunale, in risposta alle perplessità sollevate dagli ex assessori Antonio Brun e Gianmarco Gai sulla potatura effettuata nel 2010 da alcuni volontari del paese, tra i quali gli alpini del capoluogo e l’attuale assessore Levis Marcon. Per Gai, oggi capogruppo di minoranza, sarebbe stato quell’intervento “esagerato” a minare la salute delle piante, tanto da costringere la giunta Nardi a valutarne la rimozione e la sostituzione con nuovi alberi. L’ipotesi che sia stata la potatura a indebolire i tigli è però respinta con fermezza dal sindaco che, in proposito, cita le relazioni di due tecnici agronomi. Nardi ribadisce che la causa dell’indebolimento dei tigli va attribuita, oltre che all’età (“sono piante a fine ciclo”), alla pavimentazione della piazza municipale realizzata nel 2008 dall’allora giunta Citron, composta anche da Brun e Gai. Anzi, sottolinea l’assessore Levis Marcon, preannunciando querele, «quella potatura ha permesso di salvare i tigli. Altro che intervento inadeguato! Chi formula certe accuse dovrebbe solo vergognarsi». E sulla vicenda interviene pure il Gruppo Alpini di Farra, tra i volontari di quella giornata del 2010 nella quale i tigli furono potati, ma solo per supportare le operazioni di manovalanza e non per eseguire direttamente la potatura. «Siamo intervenuti per il trasporto della ramaglia e la pulizia della piazza. Per ovvie ragioni di competenza e di sicurezza, non abbiamo effettuato alcun intervento sulle piante», precisa il capogruppo delle Penne Nere di Farra, Massimo Burol. In ogni caso, gli agronomi interpellati dal Comune nel 2011 (Caterina Dall’Omo di Valdobbiadene) e nel 2012 (Loris Bortolotto di San Fior) hanno escluso un danno causato dalla precedente potatura, puntando invece l’indice contro il massetto di cemento realizzato nel 2008.

Glauco Zuan

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