I “tesori” in vendita per 6 milioni

Nel piano delle alienazioni anche le ex carceri e Casa Sartena, salva per il momento la Loggia dei Grani
Di Enzo Favero

MONTEBELLUNA. Sei milioni di euro: questo vorrebbe incassare l'amministrazione comunale dalla vendita di edifici e terreni di proprietà comunale. E, sorpresa, non c'è la parte pubblica della Loggia dei Grani tra gli immobili nella lista delle vendite. Il piano delle alienazioni per il 2012 è stato presentato l'altra sera in commissione. I rappresentanti dei gruppi consiliari si attendevano di trovare anche la Loggia dei Grani, che tanto aveva fatto discutere quando il sindaco ne aveva ipotizzato la vendita per intervenire nella ristrutturazione di villa Pisani; invece dell'edificio che ospita gli uffici dei lavori pubblici, dell'urbanistica, del commercio e la sala consiliare – il cui arredo è firmato da Tobia Scarpa – nessuna traccia nella lista. «Ma quella era appunto una ipotesi», dice il sindaco Marzio Favero, «per ora la Loggia dei Grani non è in vendita». Un motivo c'è, se per ora la Loggia non è sul mercato. Fino a quando non andrà in porto la permuta tra Comune e Usl 8 sull'operazione di scambio con conguaglio tra villa Pullin e palazzo ex Inam, è impossibile mettere in vendita la Loggia, perché non si saprebbe dove mettere gli uffici che occupano tutto un piano dello storico edificio. E la permuta è ancora allo studio. «Prima c'è da valutare se sono fattibili interventi all'ex Inam», dice infatti il sindaco, «in modo da poter riunificare lì gli uffici che ora sono in Loggia, al centro giovani, alla piccola Barchessa Manin». Quindi solo se tutto andrà in porto si tornerà a parlare di vendita della Loggia. In compenso è deciso ciò che viene messo sul mercato: ci sono le ex carceri che erano diventate poi la ex biblioteca, c'è l'adiacente centro giovani, entrambi appena a sud di piazza Petrarca, c'è Casa Sartena nel quartiere Bertolini, ci sono le ex scuole di S. Lucia, lungo la presa 18 del Montello, ci sono anche le ex scuole di Busta, quelle sotto l'elettrodotto, c'è un terreno industriale a Posmon. Valutazioni alla mano, il Comune conta di ricavare 6 milioni di euro se riesce a vendere tutto. E per conservare il segno storico dove ne vale la pena, è stato deciso che il centro giovani potrà essere demolito per far posto ad una nuova costruzione. Per le ex carceri invece il piano prevede che venga mantenuta la sagoma, in modo da non cancellare ciò che storicamente rappresenta l'immobile. Sei milioni di euro quelli a cui punta l’amministrazione: un milione che è come l'ossigeno per evitare di andare fuori dal patto di stabilità, gli altri 5, se arriveranno, serviranno a interventi nelle scuole, per la viabilità, nella sistemazione degli altri immobili di proprietà del Comune. Almeno il milione di euro che serve per far quadrare i conti l'amministrazione comunale conta di incamerarlo. Naturalmente con l'operazione vendite ci saranno dei riflessi soprattutto sulle associazioni. Se infatti le scuole sotto l'elettrodotto sono vuote da quando è arrivata la linea ad alta tensione, a Casa Sartena ha sede il Wwf, alle ex scuole di S. Lucia c'è la sede dell'associazione "Amici del Bosco Montello", alle ex carceri ci sono la cooperativa "Una casa per l'uomo" e il coordinamento del volontariato.

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