Harlem shake, giro di vite dei presidi

Le scuole pronte ad adottare dure sanzioni per arginare l’uso dei cellulari e le bravate poi pubblicate in internet
Di Valentina Calzavara

Il caso dell'Harlem Shake di Conegliano riaccende il dibattito sull’utilizzo delle nuove tecnologie fatto dai giovani, tanto più se i soggetti dei video sono studenti minorenni e l'ambientazione è quella delle aule di scuola. Dopo gli atti di bullismo ripresi in classe, nuove tendenze, o meglio bravate, spopolano tra i giovani della Marca. Una delle più in voga il “playing chicken” sui binari del treno a Oderzo e sulla tratta Treviso-Padova. Ma segnalazioni di “ragazzate” finite sul web arrivano anche da Breda, Silea e Castelfranco. Le scuole corrono quindi ai ripari, la preside del Cerletti, Damiana Tervilli ha già disposto la sospensione dei venti ragazzi di quarta coinvolti nel filmato postato su YouTube; per loro la punizione continuerà anche dopo Pasqua, quando saranno chiamati a svolgere dei “lavori socialmente utili” pulendo parco e vigneti dell'istituto coneglianese.

Un destino analogo potrebbe attendere anche gli studenti trevigiani del Mazzotti, apparsi nel video di un balletto finito su internet, come spiega la preside Anna Durigon: «Siamo a conoscenza dell'esistenza di questo materiale. Nonostante i richiami degli insegnati, il mio invito e la consapevolezza del divieto di usare il cellulare in classe, alcuni alunni hanno infranto le regole. Ne prendiamo atto e metteremo in pratica i dovuti provvedimenti. Confermo che sono stati convocati i consigli di classe per valutare il fatto». Rigidità e fermezza nel far rispettare le regole sono una prassi diffusa e perseguita in tutte le scuole. Non si fa leva solo sulle norme ma anche sulla necessità di coinvolgere le famiglie dei ragazzi e i minori stessi sulla pericolosità di certe azioni, sottolinea Antonia Piva, preside del Duca degli Abruzzi: «Nelle classi prime abbiamo avuto una dozzina di casi di confisca di cellulari adoperati in classe. Anche se si tratta di un semplice squillo (perché dimenticato acceso) il telefonino viene portato in vicepresidenza e riconsegnato all'alunno alla presenza di un genitore».

Sempre più attenzione viene quindi data al confronto tra scuola e famiglie sulla questione, conferma Mariarita Ventura dirigente scolastico del Canova: «Ricordo il caso di un ragazzino, scoperto durante un compito a copiare grazie all’ausilio del cellulare. In quel caso i genitori gli hanno tolto il telefono di ultima generazione sostituendolo con uno basico per sole chiamate e sms». Molti istituti lavorano anche sul fronte della prevenzione, spiega Piva: «Il disciplinare d'istituto viene inserito nel libretto personale di ogni iscritto. Le prime giornate di lezione sono dedicate all'accoglienza e alla spiegazione delle regole. Durante l'anno si continua a tenere alta l'attenzione con appositi incontri con la Polizia Postale».

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