Granello sta con gli alleati «Leghisti, votate Zambon»

CONEGLIANO. Contesa tra i due contendenti che le avevano strizzato l’occhio, la Lega ha deciso: anche se il matrimonio con il Pdl è finito, l’affetto (se così si può chiamare) rimane. Dal segretario provinciale del Carroccio Giorgio Granello è giunta la conferma che il «tradimento» alla formazione con cui la Lega ha governato negli ultimi 5 anni a Conegliano non si sarà. «Se devono scegliere, che scelgano Zambon, in coerenza con quelli che sono gli accordi esistenti in Provincia e in Regione dove si amministra insieme». È questo il verdetto del segretario provinciale del Carroccio sulle indicazioni di voto in vista del ballottaggio che domenica e lunedì porterà all’elezione del successore di Alberto Maniero. Un verdetto atteso bipartisan dopo che anche Antonio Fojadelli e la coalizione che lo sostiene (Pd, Terzo Polo, Marca Civica e Lista Ghizzo) avevano aperto un dialogo con la Lega.
«Siamo insieme in Regione e Provincia, il dialogo parte da posizioni diverse», aveva detto qualche giorno fa Granello, che pur sottolineando che non ci sarebbe stato alcun accordo formale, aveva fatto intuire una maggiore attenzione nei confronti del partner storico. «Una questione di coerenza», secondo il leader provinciale del Carroccio che appunto sottolinea come l’accordo tra i due partiti sia alla base del governo degli enti presieduti da Leonardo Muraro e Luca Zaia.
Nella sezione cittadina del partito di Bossi pare però che qualche invito ad «andare al mare», tra le camicie verdi, non sia mancato. Questo almeno dicono i rumors in vista del voto. E se la Lega, pur essendo forza di opposizione, appoggia Zambon, a fare un piccolo passo in avanti verso l’ex procuratore Antonio Fojadelli è Sel, ma non senza qualche polemica. «Registriamo come il programma del candidato Fojadelli, seppur timidamente e parzialmente, rappresenti un segno di discontinuità rispetto alla gestione della città del centrodestra, e in alcuni punti possa corrispondere al programma del nostro candidato», dicono da Sel, «da parte nostra non intendiamo dare indicazioni di voto ma invitiamo gli elettori a partecipare al ballottaggio, e confidiamo nella maturità e consapevolezza del nostro elettorato perché sappia operare la scelta migliore per la città».
Il partito che ha candidato il giovane Marco De Toffol qualcosa da puntualizzare, però, ce l’ha nei confronti della coalizione che appoggia Fojadelli: «Riteniamo che i risultati del primo turno ci dicano come non sia stata una grande idea quella di rifiutare la costruzione di uno schieramento alternativo ampio, di centrosinistra allargato, e di aver rifiutato il coinvolgimento attivo della cittadinanza attraverso un percorso partecipativo e di primarie, come il caso delle comunali milanesi avrebbe dovuto insegnare».
Per Sel «la rincorsa esasperata al centro» è avvenuta «fuori tempo massimo, in un quadro generale dove il centro non è più ben chiaro che cosa sia e il Terzo Polo viene di fatto archiviato dallo stesso Casini». Nel mirino del partito di Vendola anche il rifiuto di un apparentamento al secondo turno che secondo i suoi esponenti «avrebbe in qualche modo tentato un recupero di una dimensione di centrosinistra».
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