Gli inglesi vogliono le gare Causa al Tar sul project

CASTELFRANCO. Arrivano gli inglesi e invocano il mercato. Il project financing dell'ex Usl 8 finisce davanti al Tribunale amministrativo del Veneto con una causa le cui conseguenze potrebbero aprire nuovi scenari nella gestione dei numerosi progetti di finanza usati dalla sanità Veneta. La Coopservice di Reggio Emilia, socio all'11% della Asolo Hospital Service Spa, ha promosso un ricorso al Tar contro la procedura che i nuovi padroni del project dal 2014 (gli inglesi di Equitix) intendono avviare per affidare i lavori di manutenzione e gestione di apparecchiature mediche negli ospedali di Castelfranco e Montebelluna. In pratica il fondo britannico proprietario della Asolo Hospital vuole avere mani libere e affidarsi al mercato. Di diverso avviso Coopservice che, in quanto socio di Asolo Hospital Service, ritiene che questi servizi debbano rimanere affidati ai soci storici della cordata che ha promosso il project.
La partita non è banale perché potrebbe avere una serie di ripercussioni anche negli altri progetti di finanza e magari fare giurisprudenza. La cooperativa emiliana che ha intentato l'azione legale non rilascia dichiarazioni. Bocche cucite anche tra i legali che rappresentano le parti. Gli avvocati che si stanno occupando della vertenza non nascondono però la «complessità e la valenza» della vicenda. Il momento è particolarmente delicato dato che per oggi è atteso il pronunciamento del Tar sulla questione. Alcune mosse della coop vengono comunque sintetizzate in una delibera dell'Usl 2 Marca Trevigiana che a sua volta si è costituita in giudizio dato che l'ex Usl 8 è la firmataria della convenzione con Asolo Hospital Service. «Le questioni oggetto del contendere sono collegate alla gestione della convenzione di project financing sottoscritta in data 15 settembre 2004 dall'allora Usl 8 con la Società di Progetto Asolo Hospital Service per l'affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva per gli interventi di completamento, ristrutturazione e ampliamento degli ospedali di Castelfranco e Montebelluna» nonché «per la realizzazione di lavori di costruzione e gestione dei servizi relativi alle infrastrutture ospedaliere» si legge nella nota. Il nodo che dovrà essere sciolto dal Tar è cruciale ed è la stessa azienda sanitaria trevigiana a riconoscerlo, parlando di «rilevanza e novità delle questioni oggetto del contendere, anche per le implicazioni di carattere generale su altri project financing».
Non a caso l'Usl 2 sarà difesa dall'avvocato Luigi Garofalo per la sua «particolare competenza ed esperienza in materia». Il caso potrebbe "fare scuola".
Il project di Asolo Hospital Service ha un valore di 147 milioni di euro, una durata di 27 anni e 5 mesi, a partire dal 15 settembre 2004. Canone annuo 40 milioni e rendimento del project superiore all'8%, stando all'indagine compiuta dalla Quinta Commissione Regionale sui project nel 2013. L'operazione di questo progetto di finanza, realizzata in partnership pubblico-privato, ha portato alla conclusione del cantiere dell'ospedale di Castelfranco nel 2008, mentre il presidio di Montebelluna è stato terminato a fine 2013. La composizione societaria di partenza prevedeva il 62% di quota alla concessionaria Guerrato Spa per manutenzione impiantistica, edilizia, rifiuti, vigilanza e sterilizzazione, il 15% in capo a Camst ristorazione, l'11% a Coopservice per le pulizie (oggi ricorrente in giudizio), il 7% a Servizitalia per il lavanolo, l'1,3% a Sat System per progettazione edile e impiantistica, l'1% a Inconcerto e altrettanto a Studio Andreatta per lo stesso ambito. La compagine è stata modificata nel 2015 con il passaggio di mano del project: Guerrato Spa ha ceduto la sua quota di controllo al fondo britannico Equitix, mantenendo solo il 10%. Una transazione che ha trasformato l'assetto iniziale portando Coopservice a non condividere la recente decisione degli inglesi di affidare alcuni servizi a nuovi gestori.
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