Girotto (M5s): «Prima la sicurezza poi si pensi a potenziare il Canova»

Parla il senatore sostenitore dello stop deciso dal ministro Costa: «Siamo per lo sviluppo a norma di legge»
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO AEROPORTO A. CANOVA
ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO AEROPORTO A. CANOVA

TREVISO. «I progetti che ricadono sulla testa di decine di migliaia di cittadini si fanno prima di tutto valutando gli effetti sulla salute e i potenziali rischi per la sicurezza. Il piano approvato dalla Commissione Via doveva essere rivisto tenendo conto di questi aspetti, bene quindi lo stop».

Il senatore M5s Gianni Girotto è stato il principale sostenitore dell’istanza di revisione del parere favorevole del ministero, che stava per dare il via libera al progetto di sviluppo del Canova, il master plan. Il suo intervento col ministro grillino Costa a sostegno delle recriminazioni del comitato di Treviso e Quinto, ha spinto lunedì il ministero a rispedire in commissione il progetto, anziché metterci il timbro definitivo. Scatenando in poche ore un durissimo scontro politico tra Lega e grillini.



Girotto, lo stop in zona Cesarini del progetto Save sul Canova ha scatenato una battaglia politica. La Lega fa fuoco di fila, e non pare la sola. Ripensamenti?

«Ci mancherebbe, abbiamo fatto quello che andava fatto, sostenendo delle istanze fondate che, in quanto tali, non potevano essere ignorate. Il progetto aveva già avuto l’ok? Sì, ma non era ancora stato sdoganato da Costa, quindi tutto lecito».

Costa, lei, i grillini in genere: vi accusano di essere ostacoli allo sviluppo.

«Ostacoli? Capiamoci bene. Noi siamo assolutamente favorevoli alle opere, ma se vengono fatte garantendo la totale sicurezza dei cittadini, il rispetto delle regole, uno sviluppo urbanistico adeguato. Le obiezioni presentate al piano di Save a nostro avviso vanno attentamente valutate perché mettono in dubbio che il progetto rispettasse questi canoni, a nostro avviso, obbligatori. Chi la pensa diversamente?».

Il sindaco Conte parla di «attacco allo sviluppo». Che gli risponde?

«Il sindaco di Treviso dovrebbe essere ben contento che sia stato deciso di rivedere l’ok a un progetto che ricade anche sulla testa dei suoi cittadini, oltre che su migliaia di auto che ogni giorno percorrono la tangenziale. Dovrebbe essere felice di una revisione che punta a garantirne sicurezza e salute. Invece si infuria. Francamente c’è da stupirsi».

La commissione Via ha dato quindi un’approvazione sbagliata al piano?

«Io evidenzio solo alcune cose: Quinto, e vari quartieri di Treviso, sono in precaria situazione a livello sanitario, per la vicinanza con l’aeroporto, ma finora non è mai stata fatta una VIS (valutazione impatto sanitario) per verificare il reale stato della salute pubblica. Il problema sanità e quello della sicurezza sono temi che il master plan non risolve. È giusto e coerente che vengano fatte ulteriori verifiche, quindi, specie se lo chiede la normativa».

Prima i dati, poi l’aeroporto Canova?

«In genere prima si pensa alla salute pubblica e alla sicurezza della gente, poi ai piani di ampliamento dell’aeroporto. Ma questo vale per tutto, anche per le strade e le infrastrutture. Non si opera al contrario. È un principio giusto, in assoluto. Impossibile dire il contrario, e questo è quello che intendiamo far valere».

A costo che i tempi si allunghino e magari poi chi vuole investire non lo faccia più?

«Ribadisco, la tutela dei cittadini prima di tutto».

C’è chi sostiene che questo stop ricada su un intero sistema economico.

«Se parliamo di turismo vale la pena ricordare che l’aeroporto serve a Venezia, più che a Treviso. E i dati sul rapporto tra presenze e arrivi a Treviso ben lo dimostra. Comunque, non c’è economia che possa passare sopra la testa della gente».

Adesso che tempi ci saranno?

«Beh, innanzitutto bisogna si insedi la nuova commissione Via...».

Ecco, altro punto nevralgico: è quella nominata da Costa in agosto: commissione di stampo grillino?

«Ma per carità, semplicemente una commissione nuova, composta da esperti e tecnici titolati e selezionati tra centinaia di curricula».

Nessuna possibilità che la pratica del Canova venga rivalutata dalla commissione attuale, uscente, che già l’aveva validata?

«No»

Quindi dicevamo: i tempi di questo iter di nuova verifica del piano di sviluppo?

«Penso che partiranno non appena insediata la nuova commissione, quindi a inizio anno. Quanto ci vorrà? Dipenderà dagli approfondimenti necessari».

E se le istanze del comitato venissero riscontrate puntuali?

«Avremo fatto il nostro dovere. Idem se non saranno considerate fondate. La verifica è necessaria». –

Federico de Wolanski
 

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