Gettata d’asfalto a Prato Fiera Il quartiere insorge e viene tolta

Avanzano l’asfalto da Viale 4 Novembre e decidono di stenderlo sul Prato della Fiera, per una decina di metri. Pensavano addirittura di fare qualcosa di buono. Solo l’attenzione dei residenti e dei membri dell’associazione Prato in Fiera, che inizialmente avevano pensato ad un improvviso avvio di lavori di asfaltatura totale dell’area, riporta tutto alla normalità. Tutto è successo ieri, poco prima delle 12. Alcuni operai di una delle ditte che sta procedendo alle asfaltature in città arriva con camion e macchinari al Prato della Fiera e inizia a stendere il bitume. Solo dopo si scoprirà che si trattava del materiale avanzato dai lavori di asfaltatura del vicino viale 4 Novembre e che gli operai hanno agito di propria volontà, senza interpellare il Comune. Intervengono i residenti, chiedono spiegazioni e nel frattempo iniziano a girare messaggi e fotografie di quanto stava accadendo. Quel che basta, tuttavia, dopo un colloquio con gli operai, a cui sarebbe intervenuto anche un funzionario comunale, per far rimuovere l’asfalto appena spianato sul ghiaino del prato. «Ci siamo subito attivati e abbiamo scoperto che si trattava di una deliberata scelta di una ditta asfaltatrice per smaltire l’ultimo asfalto rimasto», dicono dall’associazione Prato in Fiera, che si batte per la rinascita del prato che si trova a due passi dalla Restera, «Non avevano alcuna autorizzazione del Comune. Su nostro invito, quindi, di fronte al fatto che avevano agito, e male, di loro spontanea volontà, hanno rimosso l’asfalto». «Con la loro improvvida iniziativa quegli operai ci hanno messo di fronte a cosa potrebbe diventare presto il Prato, o perlomeno una buona parte di esso» dice Maria Buoso, consigliere di Treviso Civica ai Trecento e tra le anime dell’associazione Prato in Fiera, facendo riferimento al progetto-concorso di idee voluto dall’ordine degli architetti per rivedere la sosta delle auto nella zona, «Forse tutto ciò ci pone di fronte all’urgenza di prendere ancora più consapevolezza del patrimonio che ha questo luogo, valorizzandolo secondo la sua naturale vocazione». Anche da Ca’ Sugana, che nelle prossime settimane sarà chiamata a valutare due progetti sperimentali dell’associazione – uno per sottrarre terreno al parcheggio, l’altro per rigenerare, con terreno e piante spontanee, 1300 metri quadrati dell’area a ridosso del piccolo circo – hanno condannato l’accaduto. «Si è trattato di una scelta autonoma della ditta, che ha operato con superficialità: un’azione senza senso e come tale da condannare» dice l’assessore ai Lavori pubblici Sandro Zampese, «Se questa superficialità, tuttavia, deve aprire a dietrologie legate al futuro del Prato della Fiera, non mi ci trovo: nessuno ha intenzione di toccare questo luogo. Il progetto dell’ordine degli architetti? È un concorso di idee, vedremo a cosa porterà di buono».
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