Genio della cardiologia dice «no» all’America

TREVIGNANO. Giovane e brillante ricercatore nel campo della cardiologia rinuncia all’America per restare in Italia. Grato al suo paese per la sua preparazione professionale, il dottor Nicola Gasparetto ha rinunciato alle lusinghiere proposte avute da cliniche prestigiose di Los Angeles, Philadelphia e Rochester in Minnesota. Gasparetto, appena 32 anni di Trevignano, non è infatti un cardiologo come tanti, ma è uno dei medici più in vista nel panorama scientifico internazionale, grazie ai suoi studi sulla ipotermia impiegata negli arresti cardiaci per limitare i rischi di ischemia celebrale.
Le ricerche del medico di Trevignano, ora in forze all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, gli sono valse riconoscimenti davvero prestigiosi: innanzitutto l’ambito premio “Giovane Ricercatore” della American Heart Association nel 2012 a Los Angeles, poi il Premio "Vincenzo Masini" dell’Anmco (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) nel 2013 e il premio “Giovani Ricercatori Anmco” nel 2014 a Firenze. Una carriere quindi rapida e in ascesa, per un medico laureatosi in medicina e chirurgia solo nel 2007, che nel 2010 si è perfezionato in medicina di montagna (sua grande passione), specializzandosi nel 2012 a Padova in “Emergenza cardiaca di terapia intensiva”.

In seguito ha intrapreso il dottorato di ricerca in Scienze cardiovascolari, sempre a Padova, e ha iniziato a lavorare all’ospedale Ca' Foncello di Treviso. «Già dopo la laurea con il premio assegnatomi dalla American Heart Association, mi sono state fatte delle proposte allettanti» racconta il dottor Gasparetto. «Offerte che mi hanno certo lusingato ma dopo aver meditato su queste opportunità ho deciso di restare nel mio paese. All’Italia devo tutto. Qui ho potuto prepararmi e ottenere successi insperati con le mie ricerche, d'altronde le università del nostro paese sono eccellenti. Le ricerche che ho potuto condurre mi hanno permesso anche di veder diffuso in oltre metà dei reparti italiani di terapia intensiva, le applicazioni dei miei studi sull’ipotermia». Nicola Gasparetto, parla con l’entusiasmo di chi ama profondamente il suo lavoro e spiega che molto resta ancora da fare perché si tratta di una branchia della cardiologia ancora tutta da approfondire. Il medico di Trevignano è in buona sostanza un luminare a cui molti pazienti che hanno subito un arresto cardiaco devono davvero tanto.
In tempi in cui la fuga dei cervelli dall’Italia è diventata la norma, c’è di che essere lieti che un cardiologo di talento scelga di restare nel nostro paese, mettendo a servizio della ricerca e della sanità pubblica la sua preparazione e le sue ricerche.
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