Gatto, lo Zar, apre il “Time out” L’ex cestista tra vini e caffè

Quando lo vedi, dall’alto dei 2,06 metri, servire il caffè, il collegamento con il basket prende corpo. Se poi scopri il nome - “Time out” - scelto per l’attività, dubbi ne hai pochi. Ivan Gatto, 41enne ex cestista, trevigiano doc, soprannome “Zar”, s’è lanciato in una nuova avventura. Da inizio settimana, con la moglie Elisa, ha aperto una caffetteria, all’angolo fra viale Luzzatti e via Botteniga. «Ci piacerebbe diventasse ritrovo per baskettari», l’auspicio dell’ex ala, che ha giocato pure con Treviso Basket e vinto in carriera tre campionati. Vederlo dietro il bancone un certo effetto lo fa, ma dopo tanti anni sui parquet era il momento di provare qualcosa di diverso. «Un po’ di nostalgia del basket giocato ce l’ho, specie dello spogliatoio», ammette Gatto, che ha smesso due anni fa dopo l’esperienza a Oderzo, «Ma il mestiere di barista, sono neofita in materia, mi piace: con un po’ di pratica e impegno, nella vita si può provare tutto. Ora Elisa ha un po' più di tempo: i figli crescono, asilo e scuola sono a due passi». Il nome del locale - gli spazi, rinnovati in toto, sono di proprietà della famiglia della moglie: avevano già ospitato pasticcerie e bar - non ha solo una genesi cestistica: «L’idea è che la caffetteria sia concepita come “break”, l’occasione per un “intervallo” nella giornata lavorativa. Me la cavo meglio con vini e spritz: ho fatto un corso da sommelier e il rappresentante per un’azienda vinicola a Valdobbiadene.».

Clienti già abitudinari domandando il cappuccino e s’incuriosiscono nell’ascoltare i racconti dello “Zar”: «Le soddisfazioni più belle della carriera? I tre campionati vinti, le tre Coppe Italia di A2 con Veroli. E, non secondaria, l’avventura a Ponzano: mi ha fatto riscoprire il basket più genuino». —

Mattia Toffoletto

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