Il gatto Lampo ucciso con la pistola ad aria compressa
A Postioma il felino era tornato in casa zoppicante, dopo averlo portato dal veterinario i proprietari hanno scoperto che aveva un proiettile nel corpo

Ucciso da un colpo sparato probabilmente con una pistola ad aria compressa, è morto così Lampo, gatto di due anni di una famiglia residente a Postioma in via Padre Gemelli. L'animale era tornato a casa zoppicante nella serata di lunedì 25 maggio e soltanto il giorno successivo, dopo il peggioramento delle sue condizioni, è stato portato dal veterinario, che ha scoperto un proiettile conficcato nel corpo.
Ricoverato d'urgenza in una clinica veterinaria, non è sopravvissuto alla notte. La proprietaria Barbara Tonon ha presentato denuncia ai carabinieri di Paese e ora chiede che venga individuato il responsabile. Lampo viveva nei dintorni dell'abitazione della famiglia e, secondo la proprietaria, si allontanava raramente. Per un periodo aveva anche indossato un GPS che permetteva di monitorarne gli spostamenti. «Si muoveva solo attorno a casa, poche decine di metri al massimo. Aveva paura delle auto e dei rumori della strada», racconta Tonon. Per questo la famiglia è rimasta sconvolta quando il gatto è rientrato zoppicando.
In un primo momento si era pensato a una semplice botta. Il giorno successivo, vedendo che le condizioni non miglioravano, i proprietari hanno deciso di portarlo dal veterinario. La radiografia ha rivelato una realtà ben diversa. Nel corpo dell'animale era presente un proiettile compatibile con una pistola ad aria compressa. Il pallino era penetrato molto in profondità provocando lesioni interne gravissime.
Secondo i proprietari, proprio la profondità della ferita farebbe pensare a uno sparo avvenuto da distanza ravvicinata, anche se non esistono accertamenti ufficiali in grado di confermarlo. Lampo è stato ricoverato in una clinica veterinaria specializzata, ma durante la notte le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso. A rendere la vicenda ancora più dolorosa è la storia del gatto, trovato da piccolo e già segnato da maltrattamenti.
«Aveva la coda rotta e non si lasciava avvicinare da nessuno. Solo dopo mesi aveva iniziato a fidarsi di noi». La denuncia è stata presentata ai carabinieri. Al momento non ci sono elementi per individuare il responsabile. «La cosa peggiore è pensare che chi l'ha fatto possa essere una persona che vive qui vicino. Se fosse stato investito da un'auto ce ne saremmo fatti una ragione, ma sapere che qualcuno gli ha sparato è devastante».
Lo sfogo pubblicato sui social da Barbara Tonon ha raccolto numerosi messaggi di solidarietà. «"Ringrazio" chi ha avuto il coraggio di premere il grilletto e lasciare agonizzante fino alla morte il mio gatto. Ora abbia anche il coraggio di venire a scusarsi», ha scritto la donna.
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