Folla per il funerale di don Lino Bertollo: «Comunità smarrita»
Grande partecipazione alle esequie a Onigo. Il vescovo: «Nessuno di noi vorrebbe essere qui»

Il vescovo, molti ecclesiastici e centinaia di persone tra istituzioni, fedeli, amici. Una partecipazione che supera le mille persone quella che si è registrata ieri nella chiesa di Santa Maria Immacolata a Onigo per l’ultimo saluto a don Lino Bertollo, morto per un malore domenica 16 agosto mentre percorreva in auto la Feltrina. La funzione è stata celebrata dal vescovo di Treviso Michele Tomasi con la partecipazione dell’arcivescovo emerito di Udine monsignor Andrea Bruno Mazzocato. Grande anche la partecipazione di fedeli e amici che, grazie alle panchine messe a disposizione dagli alpini di Pederobba, hanno potuto assistere alla funzione trasmessa da due schermi allestiti per il funerale.

La funzione
Ad aprire la messa il ricordo dell’arcivescovo emerito Mazzocato che nel 1998 ordinò don Lino al sacerdozio. «Porto con me il suo sorriso buono e aperto. Con il sacerdozio la sua bontà di cuore era diventata la volontà di un pastore». La messa è stata celebrata dal vescovo Tomasi. «Non vorrei essere qui. Nessuno di noi vorrebbe essere qui» ha detto ricordando il senso di smarrimento dato l’improvvisa scomparsa di don Lino che ha colpito ha colpito la famiglia, gli amici e i «compagni di strada in una vita di fede». Il vescovo ha ricordato il servizio svolto da don Lino nelle parrocchie di Casoni di Mussolente, Cornuda, Borghetto, Abbazia Pisani, Peseggia e Gardigiano e sottolineato come di colpo sia venuto a mancare «un padre, un fratello e un amico». La bara al centro della chiesa era di semplice legno bianco con appoggiato sopra un vangelo, «poggiata a terra come aveva sempre desiderato don Lino» ha ricordato Ivana Specia, fedele e amica.
I voti e l’amicizia
Durante l’omelia il Vescovo Tomasi ha ricordato che don Lino aveva preso i voti a 32 anni, dopo gli studi e un’intensa esperienza di lavoro e ha citato il discorso che lo stesso don Lino aveva tenuto in occasione della sua ordinazione il 23 maggio 1998. «Avevo già trascorso alcuni anni di sacerdozio nel seminario degli Oblati di Maria Immacolata ma avevo pensato di tornare in famiglia. Avevo avuto la pretesa di gestire da solo la mia vita». Durante l’omelia è stato anche citato don Edy Savietto, il prete ucciso in Brasile e grande amico di don Lino. La cerimonia si è conclusa con il commento della nipote di don Lino che ha ringraziato per il supporto e le testimonianze di bene dimostrate alla famiglia. Infine ha concluso dicendo «Grazie a te, caro zio, per tutto il bene che ci hai voluto, per la tua presenza costante in tutti i momenti della nostra vita».

Fuori dalla chiesa
Presenti alla cerimonia anche gli alpini di Pederobba e la banda musicale di Pederobba. All’uscita del feretro, la banda ha suonato “Signore delle cime” e “Nome dolcissimo”. Presenti alla funzione il vicepresidente della provincia di Treviso Fabio Maggio e il sindaco di Pederobba Marco Turato, che ha ricordato come la morte di don Lino sia «una grave perdita: siamo una comunità smarrita». Il primo cittadino ha anche ricordato che «ci aspettavamo questa grande partecipazione di pubblico: era un uomo molto amato». Fabrizio Fantin, presidente di Festeggiamenti a Onigo, ha dichiarato che in segno di lutto e dolore la sagra di Sant’Elena prevista in questi giorni è stata annullata: «In questa situazione non si può fare festa», ha spiegato. La nipote di don Lino, Diletta Bertollo, al termine della funzione sul sagrato della chiesa ha salutato dicendo «sono contenta per mio zio, che riceve l’amore che ha dato in questi anni».
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