Fu talento del ciclismo Il feeling con Pinarello

Famiglia, lavoro e ciclismo. Le due ruote e la bici hanno scandito la vita extra ristorazione di Gianfranco Menegaldo, fuoriclasse della cucina dopo aver interrotto una promettente carriera in sella alla bici da corsa.

Da giovane era stato più di una promessa: negli anni Cinquanta era stato anche campione italiano dei dilettanti e tutti gli pronosticavano un grande avvenire. Tra l’altro, era stato il primo testimonial (ma allora non si diceva così) delle biciclette firmate da un costrutore trevigiano che si affacciava giusto allora sulla scena, smesso di correre per diventare un mito nelle sfide per la maglia nera del Giro dìItalia: sì, proprio lui, Giovanni Nani Pinarello.

La ex maglia nera e giovane imprenditore aveva preso subito in simpatia il giovanissimo Franco, portacolori della Ciclisti Trevigiani, intravedendo subito le sue doti. E abbandonate le corse, gli aveva offerto una sua bici. Un incontro che avrebbe lasciato il segno, sia nello sport che nella ristorazione.

E della Ciclisti Trvegiiani Menegaldo è sempre rimasto un pilastro, un simbolo. E l’intero mondo del ciclismo italiano lo ha sempre onorato: moltissimi sono stati gli assi di ieri e del presente che gli hanno fatto visita a Pralongo.

Fra quelli più legati, amici carissimi, certamente Moreno Argentin, Giovanni Battaglin e Dino Zandegù.

Anche il mondo delle due ruote ieri ha pianto uno dei grandissimi delle Marca. —

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