Fiammata sul lavoro trentenne ustionato
PORTOBUFFOLÈ
Dramma sfiorato, attorno all’1 di ieri, alla Nicos International, un’azienda leader nel settore dell’arredo bagno, con sede in via Bastie 44 a Portobuffolè. Un ragazzo originario del Marocco ma residente a Mansuè, E.A.A., 30 anni, è rimasto ferito non gravemente dall’esplosione di un catalizzatore, durante il turno di notte. Il giovane ha rimediato ustioni non gravi per gli operatori sanitari che lo hanno preso in cura, ed è stato trasferito all’ospedale di Treviso per ricevere assistenza. La fiammata lo ha investito in più punti del corpo, anche all’altezza del petto e del viso. I medici stanno valutando se sia il caso, o meno, di trasferirlo al reparto grandi ustioni di Padova. Non si esclude venga sottoposto a uno o più interventi chirurgici.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i vigili del fuoco e gli agenti Spisal, che dovranno valutare compiutamente le cause di questo tipo di incidente che, fortunatamente, non è usuale. Necessario tuttavia fare chiarezza. Il catalizzatore altro non è che una piccola cisterna che contiene un acceleratore per garantire l’indurimento della resina, materiale che serve per produrre vasche termoformate, docce, idromassaggi e bagni.
La Nicos International è diventata, proprio in questo campo, un’azienda prestigiosa. Più di 30 anni fa aveva sede nella vicina Albina, Gaiarine, e poi si è ingrandita aprendo una sede distaccata sia a Portobuffolè sia a Prata di Pordenone, città che ospita il suo centro logistico. Del fatto si è informato anche il sindaco di Portobuffolè, Andrea Susana, che ha seguito con apprensione i primi sviluppi della vicenda, ma che poi come un po’ tutti ha ricevuto notizie rassicuranti sulle condizioni del trentenne investito dallo scoppio. —
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